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Trovata senza vita a casa «È una strana morte»

Trovata senza vita a casa «È una strana morte»

La donna aveva 43 anni: secondo il medico del 118 era deceduta da diverse ore Nessun segno di colluttazione, ma il pm pretende un esame tossicologico

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AVENZA. Una donna che si faceva notare il meno possibile Maria Dunaroe, romena di 43 anni. I condomini del caseggiato di via XX Settembre 250, ad Avenza, la ricordano soltanto perché era molto gentile e salutava sempre, soprattutto le persone anziane. Per il resto vita riservata: casa e lavoro. La sua morte improvvisa, però, ai peidi del letto, negli inquirenti lascia più di un dubbio, tanto che il sostituto procuratore Alberto Dello Iacono, pm di turno ieri mattina, ha immediatamente chiamato il medico legale Maurizio Ratti chiedendogli di svolgere un esame esterno della salma e soprattutto di fare i test tossicologici. Non è soltanto scrupolo, il magistrato non è convinto di quello che hanno visto i carabinieri e il dottore del 118, intervenuto quando ormai non c’era più nulla da fare da un pezzo. Il medico ha solo constatato il decesso, facendolo risalire più o meno alla notte tra sabato e domenica.

Va detto che né nell’appartamento di Dunaroe, né sul corpo della vittima, sono stati trovati segni di colluttazione. La casa più o meno era in ordine, come la può lasciare una persona che conta di mettere al loro posto le ultime cose da riassettare il mattino seguente. Maria è stata trovata esanime in camera sua, come se fosse stata colta da un malore improvviso. Non era in cura in qualche struttura dell’Asl apuana e non ha neppure richiesto prestazioni sanitarie di gravità tale da poter pensare a un rischio imminente di vita. Almeno questo è quello che risulta a un primo sguardo al database dell’azienda sanitaria. E questo infittisce il mistero.

Sembra escluso anche il gesto volontario: la pattuglia che è salita al terzo piano della palazzina di via XX Settembre non ha trovato nulla che possa far ipotizzare un suicidio. Non c’erano pasticche in giro, neppure le confezioni. E i militari hanno girato l’appartamento in lungo e largo. Il medico del 118 ha semplicemente scritto nel suo rapporto che si è trattato di un arresto cardiocircolatorio, come si fa in questi casi. Ma la procura vuole togliersi gli ultimi dubbi.

Quali? Un avvelenamento, per esempio. Difficile che sia stato provocato da un’altra persona, però. Perché come detto in quella casa non c’è traccia di un passaggio di estranei. Esame esterno e test tossicologico servono appunto per eliminare ogni minima possibilità di morte violenta: se Ratti confermerà che Dunaroe non ha segni particolarmente misteriosi sul corpo si potrà chiudere il fascicolo. Questa mattina il medico legale si metterà al lavoro. I primi risultati dei test dovrebbero arrivare nel pomeriggio. Se saranno positivi si sprofonderà nel giallo e bisognerà cercare un colpevole. Trovandolo. (d.d.)

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