Il Tirreno

La vertenza

Provincia, Buffoni apre un contenzioso con Renzi

Manuela D'Angelo
Provincia, la sala della Resistenza occupata
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Provincia, la sala della Resistenza occupata

Massa, il consiglio provinciale ha approvato un ordine del giorno in cui si dà mandato al Presidente di fare pressing sul Governo. Obiettivo, arrivare ad una manovra collettiva sulla Legge di Stabilità. A rischio tagli e trasferimenti 306 dipendenti

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MASSA. I dipendenti della Provincia di Massa Carrara, in stato di agitazione da diverse settimane e in occupazione dal 18 dicembre, hanno partecipato, con una rappresentanza, al consiglio provinciale di oggi (22 dicembre) e hanno presentato una lettera, nella quale esprimono tutta la loro preoccupazione per il futuro. Contemporaneamente il consiglio ha approvato un ordine del giorno in cui si dà mandato al presidente Narciso Buffoni di “aprire un contenzioso istituzionale con il Governo, che porti ad una eventuale manovra collettiva della legge di stabilità”.

“Il documento che abbiamo approvato è molto forte - commenta il presidente- ma non credo possiamo avere le forze per una iniziativa di questo tipo. Io starò al fianco dei miei lavoratori, perché in questi giorni non hanno mai mancato di fornire il servizio pubblico, e non hanno mai creato confusione o disagi, nonostante la loro manifestazione di protesta”.

Nell’ordine del giorno approvato il 22 dicembre si legge anche la volontà del consiglio provinciale di “ attivarsi nei confronti della Regione Toscana e del presidente del consiglio regionale, affinché celermente deliberi in merito alle funzioni e al relativo personale” e di “creare un tavolo istituzionale con tutti i sindaci della provincia in merito al possibile trasferimento delle funzioni e dei lavoratori”.

“Non siamo in esubero- scrivono i dipendenti della provincia di Massa Carrara nella loro lettera al consiglio- ; siamo orgogliosi di appartenere a questa storica provincia, la prima decorata con medaglia d’oro al valor militare, per la lotta di liberazione”. Eppure i loro posti di lavoro, 306 in tutto, sono a rischio tagli e trasferimenti: 

“Proviamo disagio per le incertezze della nostra condizione di lavorativa- si legge nel documento letto davanti al consiglio provinciale- in conseguenza di scelte politiche inopportune e dettate da logiche contrarie alla garanzia dell’efficacia e della qualità dei servizi ai cittadini”; “nessuno può pensare di salvarsi da solo, chiediamo ai referenti istituzionali di essere al nostro fianco nella battaglia tesa a salvaguardare la rete dei servizi, in un territorio fragile e periferico, rispetto ad altre province toscane perché il vuoto lasciato ricadrà inevitabilmente e direttamente sui cittadini”.

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