Il dolore
Il maresciallo dei Ris di Roma per la perizia sulla prova regina
Omcidio di Natale, 45 giorni di tempo per studiare la traiettoria delle macchie di sangue nel giubbotto ndossato da Adil Amroui
MASSA. Sarà il maresciallo Valentino Tullio dei Ris di Roma ad esaminare il giubbotto di Adil Amroui sporco di sangue divenuto, nelle ultime fasi dell’udienza preliminare, una delle prove chiavi. L’incarico è diventato ufficiale davanti al gup Alessandro Trinci a cui era presente, il procuratore capo di Massa Carrara, Aldo Giubilaro.
SI arriva quindi alla svolta, quella della super perizia. Il sostituto procuratore Rossella Soffio era riuscita a rimettere in gioco una prova che ritiene fondamentale per contestare il concorso in omicidio ad Adil Amroui, il giovane nordafricano amico di Andrea Mazzi, l’omicida di Andrea Fruzzetti e Enrico Baria, finiti a coltellate in piazza Mercurio un anno fa dopo una lite legata alla guerra tra bande che stava terrorizzando Massa da diversi mesi.
Il giubbotto già esaminato dai Ris, che avevano riscontrato tracce del sangue di Fruzzetti, in un primo momento non era stato ammesso per un errore di notifica. Sembrava una prova cancellata, ormai. Invece il giudice Alessandro Trinci aveva deciso di nominare un perito e di far esaminare a lui quel tessuto, le tracce biologiche e la traiettoria delle macchie di sangue.
Il maresciallo dei Ris Valentino Tullio dovrà effettuare verifiche sulle tracce biologiche rinvenute nel giubbotto, sulla traiettoria delle macchie ematiche e sulla “riferibilità”.
Per le operazioni peritali saranno impiegati 45 giorni (a partire dal prossimo 8 genanio). La super perizia verrà depositata quindi il 23 febbraio ed è già stata fissata al 10 marzo l’udienza per la discussione.
In quel caso la difesa di Adil Amroui, l’avvocato Giorgio Zunino, chiederà di discutere al posizione del proprio assistito con il rito abbreviato ritenendo che: “La prova del giubbotto non è comunque decisiva”.
Ma, in attesa dell’esito della perizia, quello che in sostanza il maresciallo dei Ris di Roma dovrà verificare è se sul giubbotto che il ragazzo (Adil) indossava all'alba del Natale 2013 gli schizzi di sangue potevano esserci finiti solamente se lui stesso avesse tenuto fermo Fruzzetti nel momento in cui Mazzi infieriva su di lui a coltellate.
Su questo punto l’avvocato della difesa Adil comincia col fare alcune precisazioni: «La cosa che bisognerà dimostrare non sono solo le tracce di sangue sul giubbotto, bisogna anche stabilire non solo cosa ci fosse su quel tessuto, ma anche chi quel giubbotto di fatto lo indossasse».
Insomma una vicenda, quella della prova chiave, che dopo la perizia dei Ris di Roma dovrà dare le tanto attese risposte.
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