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Il carabiniere indiano ora canta nelle carceri

Il carabiniere indiano ora canta nelle carceri

PONTREMOLI. È nato a Bombay, in India. Cresciuto in Lunigiana a Villafranca, dalla famiglia che lo ha adottato piccolissimo. Ora , che ha trent’anni e indossa la divisa da carabiniere (in servizio a...

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PONTREMOLI. È nato a Bombay, in India.

Cresciuto in Lunigiana a Villafranca, dalla famiglia che lo ha adottato piccolissimo. Ora , che ha trent’anni e indossa la divisa da carabiniere (in servizio a Pontremoli dopo esperienze che lo hanno visto nella vicina Fosdinovo ma anche ad Aosta e Savona) e canta la sua storia nelle carceri, per portare un sorriso ai detenuti.

Il protagonista di questa storia, op meglio del progetto "Evasione Totale - un' ora di speranza in musica", è l’appuntato Giovanni Maria Vacchino. La sua canzone “Nero, nero” l’ha già portata nei carceri di Sollicciano, Bollate e Monza. E presto si esibirà anche a Pontremoli.

Il carabiniere Vacchino ha aderito all'iniziativa che si pone l'obiettivo di sostenere i detenuti, attraverso la musica ed eventi all'interno delle carceri: «detenuti che anche se hanno commesso dei reati, anche se hanno sbagliato - dice Vacchino - sono sempre persone per le quali bisogna favorire il reinserimento sociale, offrendo sostegno ed opportunità».

Per raggiungere questo obiettivo, è stata scelta come protagonista la musica, utilizzata come linguaggio universale e occasione per favorire la comunicazione, l'aggregazione e l'integrazione fra tutti gli addetti ai lavori che ruotano attorno ai penitenziari italiani: associazioni, volontari, agenti di polizia penitenziaria ed educatori.

A capo dell'iniziativa come detto ci sono il Presidente dell'associazione Apoxiomeno nonché Ufficiale dell'Arma dei Carabinieri, Orazio Anania, e l'Associazione LES (associazione no profit che si occupa di tutte le problematiche relative alla sicurezza)

Il suo messaggio l’appuntato Giovanni Maria lo ha lasciato alla musica: «Mi hanno preso dalla terra del Gandhi dove ci sono gli elefanti e quelle tigri giganti, grattacieli insospettabili come gli insulti, su pareti e stadi ancora colmi di pugni...

Sono cresciuto nel mio borgo con la bici e il pallone, giocando a nascondino e alla strega comanda colore. Sono figlio di questa storia sono un nero che canta e sogna, vivo canto e non mi importa».

(a.v.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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