Sicurezza
Corteo funebre per la morte dei servizi della Provincia
I dipendenti scenderanno in piazza: «Noi perderemo il posto di lavoro ma ai cittadini verranno a mancare i servizi»
Di Manuela D'Angelo I servizi della funzione pubblica sono morti. Ne daranno triste annuncio i dipendenti della Provincia di Massa Carrara questa mattina, durante un funerale che partirà da palazzo Ducale e si concluderà in piazza Garibaldi. Continua in questo modo la protesta dei lavoratori dell’ente Provincia che, da giovedì scorso, stanno occupando la sala della Resistenza, contro la nuova legge di stabilità, approvata in Senato e al vaglio della Camera e che vedrà nei prossimi due anni il trasferimento del 50% del personale in altri enti e negli anni successivi, per chi rimane, i prepensionamenti, la cassa integrazione e la mobilità. Non si è addolcita la pillola con le ultime misure adottate dal Governo che ha deciso di diluire in due anni i trasferimenti del personale: “Il percorso non è per noi sereno- spiega Giuliano Bianchi portavoce dei dipendenti- perché andremo in contro alla mobilità; forse soltanto qualcuno di noi, ma ci andremo. Inoltre sappiamo bene che, anche dopo il cambio di funzioni che passeranno in capo ad altri, nessuno potrà accollarsi noi dipendenti a causa del patto di stabilità. In pratica già sappiamo che nessuno ci potrà garantire ancora un impiego. Siamo destinati, chi prima chi dopo, alla cassa integrazione. Oltre al danno personale inoltre- continua Bianchi- ci sarà anche quello pubblico, perché verranno a mancare i servizi ai cittadini. Il Governo non ci ha fatto sconti, il prelievo forzoso, come lo ha definito anche il nostro presidente Buffoni, da 4,3 milioni di euro avverrà come da copione nel 2015, e per noi sarà default”. Difficile dire al momento quali funzioni verranno soppresse o trasferite però “è facile capire- continua Bianchi- che non sarà più possibile, ad esempio, fare manutenzione a tutte le scuole del territorio con le risorse e i dipendenti che rimarranno”. “Stanno passando numerosi messaggi sbagliati- continua Bianchi durante l’assemblea dei lavoratori che si è svolta nella sala della Resistenza-; uno di questi è che siamo stati sempre dei privilegiati; l’altro è che ci hanno salvato il posto ancora una volta perché i dipendenti pubblici non si possono licenziare; non è così. Siamo qui da una vita, alcuni più di 30 anni; siamo noi la storia di ogni ente, perché il senso di appartenenza che ci contraddistingue non potrà averlo mai nessun politico, che al massimo resta per 5 o 10 anni”. L’idea del funerale è venuta per tenere alta l’attenzione sul problema dei tagli alle province, durante le feste di Natale: “sarà una manifestazione sobria- spiega Bianchi- che non offenderà alcun simbolo religioso, non intralcerà la viabilità e soprattutto non interromperà il servizio pubblico”. Ci saranno i manifesti con su scritto il nome della funzione pubblica deceduta e il funerale si concluderà in piazza Garibaldi con un colpo di scena, che i dipendenti non hanno voluto rivelare. Infine i lavoratori si stanno organizzando per mantenere vivo il presidio di palazzo Ducale anche durante il 25 e 26 dicembre, nonostante siano giorni che ognuno vorrebbe passare, come ha sempre fatto, in famiglia e coi propri cari.
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