Il dolore
Provincia, Rossi assicura: «Nessuno andrà a casa»
I dipendenti lasciano il presidio a Palazzo Ducale per manifestare alla Torre Fiat dove è in corso la Conferenza Asl. Il Governatore concede un fuori-programma
MASSA. Volevano irrompere nel bel mezzo dei lavori della Conferenza dei servizi Asl, ospitata ieri mattina nel complesso della Torre Fiat. Sono i lavoratori della Provincia di Massa-Carrara che da qualche giorno hanno occupato Palazzo Ducale, come gesto simbolico “a tutela” del posto di lavoro che rischiano di perdere per colpa di una legge di Riforma degli enti. In 153 potrebbero essere mandati a casa. Alla fine l’atto di forza non è stato necessario: il presidente della Regione Enrico Rossi – ospite dell’Asl apuana oltreché l’interlocutore con cui i lavoratori-presidianti volevano un confronto – ha lasciato il tavolo dei relatori e si è concesso agli impiegati del pubblico impiego: «Nessuno dovrà rimanere a piedi – rassicura Rossi – Nessun lavoratore dovrà pagare con la perdita del proprio posto il prezzo di una riorganizzazione disordinata»
Sono circa le 11 e 30 di ieri. La Conferenza dei servizi è in corso. Nei giardini della Torre Fiat arrivano i lavoratori: da Palazzo Ducale. Vessilli e striscioni. Sono una rappresentanza del presidio che occupa la Provincia. Si fermano all’esterno. Si stagliano le bandiere di Cgil, Cisl, Uil. Presenti, le Rsu dell’ente, rispettivamente, Paola Freschi, Gino Rivieri, Mariarosaria Boccarossa. C’è chi vuole fare un’entrata trionfale nell’aula in cui manager e dipendenti Asl discorrono del futuro della sanità apuana. C’è chi propone di guadagnare la scena – con una sorta di irruzione – e chi invece preferirebbe evitarlo. Arrivano anche i segretari dei confederali apuani Paolo Gozzani (Cgil), Andrea Figaia (Cisl), Franco Borghini (Uil), già presenti all’appuntamento.
Alla fine non ci sarà bisogno di “invadere” il campo.Il governatore Rossi si concede ai lavoratori. In piedi nel verde del complesso Fiat parla ai “presidianti” della Provincia. Intorno a lui si accalcano i lavoratori e i sindacalisti.
Sulla questione dei paventati tagli Rossi non può usare la bacchetta magica. Teme, confessa, le leggi adeguate che mancano. Ed è impensierito anche dalle norme che invece ci sono, e sulla base delle quali la dieta drastica del pubblico impiego dovrà prendere forma. Il Governatore toscano non alza però bandiera banca. «Voi fate bene – dice rivolgendosi ai lavoratori – a tenere l’attenzione alta. Ai posti di lavoro non si rinuncia. La legge di Riforma non è chiara e bisognerà valutare le novità proposte nella legge di stabilità (approvata giovedì notte al Senato, ndr) Vanno definiti i criteri di applicazione della mobilità - A gennaio la giunta regionale presenterà la sua proposta di riordino. Il mio impegno sarà quello di tutelare occupazione e qualità dei servizi». Per Rossi, insomma, la battaglia non sarebbe (ancora) persa.
Giovanna Mezzana
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