Lutto
Conad apre nel giorno di Natale Proteste e poi la marcia indietro
Il supermercato di Bonascola ( con quelli di Castelnuovo e Lerici) annuncia che la mattina del 25 sarà in funzione. I sindacati organizzano un presidio alla Perla, con loro si schiera anche la Chiesa
CARARRA. La Conad di Bonascola annuncia ai suoi dipendenti che il giorno di Natale (il 25) sarà aperta. Subito scatta la mobilitazione dei sindacati che organizzano un presidio davanti al centro commerciale La Perla. Qualche ora dopo l’azienda fa marcia indietro: nessuna apertura, per il giorno di Natale le nostre serrande saranno abbassate. Si conclude in una mattina l’ennesima battaglia della guerre delle aperture festive dei negozi. Il “conflitto”, in realtà molto soft, si apre quando quattro supermercati Conad a cavallo tra la Toscana e la Liguria, e cioè a Bonascola, Castelnuovo Magra, Lerici e Carrara (anche se sembra che per quest'ultima si parla soltanto del giorno di Santo Stefano) espongono in bacheca l'orario di apertura per la prossima settimana ed i lavoratori scoprono così che si dovrebbero presentare al lavoro anche la mattina del 25, rimanendo quindi con il solo pomeriggio libero. La protesta è quasi immediata. I sindacati dei lavoratori del commercio, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uil Tucs, organizzano un presidio all’ingresso del Conad di Bonascola, che, come gli altri centri interessati dall’apertura “scandalo”, è gestito dalla Tropico Srl della Spezia. Distribuiscono volantini con scritto “vergogna”, “basta fermiamoci”, “la festa si vive non si vende”; “non fate la spesa in questo negozio”. Parole dure, anche se il clima della manifestazione è fra i più distesi. Al loro fianco, la Chiesa. C’è il parroco di Bonascola don Piero Albanesi, che resta defilato, «sono qui a rendermi conto»; e c’è Fausto Vannucci, delegato della Curia di Massa Carrara per le politiche del lavoro. Il quale, invece, si espone e cita Benigni. «Chiaro che ci vuole una legge che regoli il lavoro festivo. E auspichiamo che arrivi presto e sia rispettosa delle festività. Lo ha detto anche Roberto Benigni: santificare le feste».
Passano alcune ore e dalla sede centrale di Conad del Tirreno, l'amministratore delegato Ugo Baldi, contattato dal Tirreno, fa sapere che tutti i negozi con la loro insegna il giorno di Natale resteranno chiusi.
Contrordine recepito anche dal Conad di Bonascola. «Sì, era nostra intenzione aprire la matina del 25, poi la Tropico, l’azienda che gestisce questo supermercato, ha deciso altrimenti: saeremo chiusi il giorno di Natale», dice il responsabile del negozio di Bonascola.
Insomma, vicenda chiusa rapidamente e, probabilmente, non tanto per effetto della protesta dei sindacato, quanto come conseguenza di altre “logiche” di gruppo.
«Meglio così», commenta Stefano Nicoli, segretario della Filcams Cgil che conferma comunque la proclamazione, da parte della stessa Cgil e di Uil e Cisl di uno sciopero regionale contro le aperture natalizie (i giorni contestati sono il 25, il 26 e il 1° gennaio). L’intero settore della media-grande distribuzione della zona apuana (Coop, Esselunga, Carrefour), in verità, non aprirà il 25 e neanche il primo dell’anno (salvo decisioni dell’ultima ora). Ma il tema è “caldo” – anche perchè c’è una legge sul tema in discussione alla Camera – e non sono escluse. Dunque, ragiona Nicoli, «lo sciopero è giusto. Anche se sappiamo che nel settore del commercio, dove ci sono tantil avoratori ricattabili che non possono sottrarsi a una chiamata, anche per Natale, è un’arma spuntata. Però noi ci mobilitiamo, per dire a tutti che bisogna rispettare i diritti dei lavoratori. Tra i quali rientra anche quello di passare le feste con i loro cari». I sindacati temono, anche, un effetto domino: se apre Conad, allora apriamo anche noi, potrebbe essere il tam-tam fra i gruppi della grande distribuzione. Anche se, aggiunge Sebastiano Solaro, della Cgil, anche lui al presidio al centro La Perla, «ci sfugge la logica commerciale di queste aperture. Non credo che in un supermercato di periferia ci sia la coda alla casse per il giorno di Natale. Anche perchè con la crisi dei consumi che tira da queste parti, di soldi da spendere non ce ne sono tanti E i dipendenti, comunque, dovranno avere una retribuzione straordinaria per il festivo lavorato. Insomma, non vedo la possibilità di grandi profitti. L’unica ragione che vedo è quella di forzare per avere una completa deregulation del settore». Ad ogni modo: niente spesa per Natale. Neanche a Bonascola.E in pochi ne sentiranno la mancanza.
Claudio Figaia
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