Il dolore
Cinquale come Nazareth: torna il presepe vivente
Tutto il paese al lavoro (i figuranti hanno fatto anche corsi di formazione) per un maxi allestimento che è anche «la riscoperta degli antichi mestieri»
MONTIGNOSO. Torna la magia del presepe vivente al Cinquale, con i suoi personaggi, i suoi mestieri, i suoi odori e colori. Giunto quest'anno alla sua 23esima edizione è diventato, come ha spiegato l'assessore ai lavori pubblici, Gianni Lorenzetti, «una istituzione, un evento non solo del Cinquale ma di tutta Montignoso. Sia per il suo valore turistico e culturale, ma anche per il suo importante valore storico, dal momento che rispolverare gli antichi mestieri del territorio».
Quel presepe infatti non ha solo un valore religioso – come ha ricordato anche il parroco don Maurizio – ma sociale, perché trascina il visitatore nella Nazareth degli anni zero, in quell'aria comunitaria, fatta semplicità e solidarietà. E allora ecco che dal 24 le porte di quel micromondo torneranno a spalancarsi. Ci saranno infatti il fabbro che batte il ferro, il falegname che costruisce una sedia e il fornaio che sforna un pezzo di pane. E ancora il mulino ad acqua che gira e macina la farina, le donne che lavano i panni e l'oste che serve vino. E poi il contadino che zappa la terra e cura il suo orto, il calzolaio, l'oste, il pescatore, il mugnaio e chi prepara le caldarroste. È insomma un modo di scoprire o riscoprire le vecchie professione del passato, quelle che vivono nelle storie dei nonni e che rischiano di perdersi con loro. Ci saranno poi gli animali in carne e d'ossa: il bue, l'asinello ma uno struzzo, maiali, pecore, cavalli, che aiuteranno a ricreare quell’atmosfera bucolica e pastorale di quegli anni. Il presepe poi non si limita al recinto perché inizierà al principio di via S. Giuseppe Artigiano(che rimarrà chiusa al traffico per l’occasione) davanti a due soldati e un cocchio che farà da navetta ai bimbi.
Ci saranno ovviamente Maria e Giuseppe e il 6 gennaio arriveranno i Re Magi a cavallo, che durante le altre giornate rimarranno nella capanna degli arabi. Tutto inizierà il 24 notte con la messa a cui parteciperanno i protagonisti di questa avventura. Poi le aperture saranno il 25, il 26, il 28 dicembre e il primo gennaio, il 4 e il 6. «Bisogna ringraziare soprattutto i volontari che in questi mesi si sono preparati, hanno fatto corsi di formazione delle professioni antiche – commenta il parroco – Ma anche chi si è dato da fare venendo a ristrutturare le capanne, pulire il percorso, riportarlo in vita dopo mesi. E tutto sempre a titolo volontario». L'entrata è a offerta libera.
Melania Carnevali
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