Il Tirreno

L'inchiesta

Massa, indagine della Procura sugli allagamenti alla Partaccia

di Alessandra Vivoli
Massa,  indagine della Procura sugli allagamenti alla Partaccia

Allarmi inascoltati dei residenti sulle tombature abusive vicine al Calatellai: davanti al gup il fascicolo aperto contro ignoti e omissione di atti d’ufficio

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MASSA. Partaccia sott’acqua: indagine in Procura e udienza preliminare per un fascicolo aperto contro ignoti per rifiuto e omissioni di atti di ufficio. Perché - in sostanza ò- le e ripetute denunce (cinque in tutto) di alcuni residenti delle zone che sono andate allagate nel periodo compreso fra il 2010 e il 2012 sarebbero state disattese. O meglio, neppure prese in considerazione.

Il fascicolo - aperto contro ignoti con l’ipotesi accusatoria di rifiuto e omissione di atti di ufficio (art.328 codice penale) - è arrivato davanti al gup Antonia Aracri che ha nominato un perito, l’ingegner Stefano Pagliara, per un incidente probatorio nelle zone finite più volte sott’acqua.

Una vicenda che parte da lontano e che ricorda, per le modalità in cui si è sviluppata, quella dell’argine del Carrione, il cui crollo ha causato il 5 novembre scorso l’esondazione che ha colpito al cuore Marina di Carrara. Perchè anche in questo caso, finito ora al vaglio del gup, le segnalazioni di stati di criticità sarebbero state parecchie. E dalle autorità competenti non ci sarebbero state- fino ad oggi - risposte ed interventi concreti.

L’allarme allagamenti è scattato a qualche chilometro di distanza da Marina di Carrara, nella zona di Partaccia, in via degli Unni e nelle strade limitrofe.

«Gli episodi a cui si fa riferimento - spiega l’avvocato Emiliano Pianini che rappresenta due famiglie che hanno depositato la denuncia (o meglio le denunce) in Procura - sono avvenuti negli anni che vanno dal 2010 al 2012. L’incidente probatorio dovrebbe aiutarci a capire come mai le case di Partaccia, di questa zona partciolare di Partaccia, sono finite così spesso sott’acqua.

Cosa che è avvenuta anche quando non ci sono stati eventi alluvionali, ma solo temporali di maggiore intensità rispetto alla normale pioggia».

I residenti della zona un’idea di questa continua criticità se la sono fatta. E l’hanno pure segnalata alle autorità competenti del territorio. Nel mirino, quindi, sono finite le tombature (abusive) che sarebbero state effettuate sul territorio. E questa cosa è stata denunciata, a più riprese, con una serie di denunce in Procura. Ma anche con una serie di lettere, fatte pervenire agli enti preposti. Una fitta corrispondenza che ricorda, da qui l’analogia con l’alluvione di Marina di Carrara il 5 novembre scorso, quelal intercorsa fra i residenti e i titolari delle aziende di via Argine Destro per le criticità (e le fessurazioni) dell’argine sul Carrione. Quello che poi si è sbriciolato allagando buona parte di Marina.

Qui, a Partaccia, le segnalazioni sono state sulle tombature, ritenute responsabili delle continue esondazioni: ma - stando a quanto lamentano le famiglie che si sono rivolte agli avvocati - non è successo nulla.

A questo punto a volerci vedere chiaro è stata il giudice Antonia Aracri che, in sede di udienza preliminare, ha affidato l’incarico dell’incidente probatorio ad un perito, l’ingegner Melara.

Sarà il professionista nominato dal tribunale a dover fare chiarezza sulla situazione del torrente, delle fognature e delle tombature del torrenti Calatella .

La relazione dovrà essere pronta per la fine del mese di febbraio e sarà poi quella che darà una svolta a un fascicolo che, lo ribadiamo, in questo momento è aperto a carico di ignoti. Ma che molto presto potrebbe avere nomi e cognomi.

 

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