Il Tirreno

Soldi a singhiozzo e i lavori si facevano a stralci

Un tratto sfortunato quello del lotto V del Carrione. Non sono bastati due appalti - prima alla Co-ge-Socodap e poi alla Giovannini per rinforzare l’argine. Dopo l’alluvione del dicembre 2009, la...

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Un tratto sfortunato quello del lotto V del Carrione. Non sono bastati due appalti - prima alla Co-ge-Socodap e poi alla Giovannini per rinforzare l’argine. Dopo l’alluvione del dicembre 2009, la Provincia di Massa l’8 gennaio 2010 ha anche dovuto assegnare altri 241.741 euro alla ditta Elios. Il deterioramento dell’argine è stato certificato dall’ingegner Stefano Michela della Provincia (uno dei primi iscritti nel registro degli indagati nell’inchiesta sul Carrione). Gli interventi per il consolidamento dell’argine in quel tratto - si legge negli atti di affidamento dell’incarico e di liquidazione di parte delle somme - erano stati progettati dall’ingegner Franco Del Mancino (l’altro indagato, al momento).«Gli interventi, però, erano stati avviati e non completati in quanto realizzabili per stralci a seconda delle risorse assegnate alla Provincia dalla Regione attraverso le ordinanze di Protezione civile».

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