Il Tirreno

Rapinava le lucciole, condannato

Pena alleggerita a poco più di un anno per il 36enne massese arrestato ad agosto

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MASSA. Si è preso un anno, un mese e 20 giorni di reclusione, Paolo Bertelloni, 36enne massese, il ciclo-rapinatore seriale delle prostitute. Rischiava molto di più, ma ieri il giudice Giovanni Sgambati ha accolto in pieno l’”appello” del suo legale difensore – l’avvocato Riccardo Martini – che, alla luce della perizia psichiatrica sul suo assistito chiedeva che nel giudizio finale pesasse «l’attenuante del vizio di mente piuttosto che la recidiva». La recidiva, appunto. Il rapinatore che avvicina le lucciole in sella alla sua bicicletta aveva già scontato cinque anni di carcere per il medesimo reato per cui era imputato nel procedimento – un rito abbreviato – di ieri.

Ad aprile era uscito dalla cella e – appena quattro mesi dopo – aveva compiuto il medesimo reato.

È la notte del 12 agosto quando Bertelloni viene arrestato dalla Mobile, in flagranza di reato: gli agenti lo fermano mentre sta avendo la peggio sotto i colpi di un passante intervenuto in aiuto della prostituta che aveva aggredito per portarle via la borsetta. Viene portato al commissariato e qui un’altra prostituta lo riconosce come l’uomo che l’aveva rapinata. Stesse modalità sia in un caso che nell’altro: Bertelloni arriva in bici, avvicina la signorina di turno, concorda una prestazione e poi cerca di impossessarsi della borsetta. Spintona, molla uno schiaffone – almeno in uno dei due episodi e secondo la ricostruzione del pubblico ministero – cerca insomma di impossessarsi dei soldi. Con una sorta di tiro alla fune perché – ovviamente – le prostitute reagiscono e fanno di tutto per difendere le loro somme di denaro.

Adesso Bertelloni torna in carcere. Per un anno, poco più. Il suo avvocato è soddisfatto, anche perché – alla luce anche della perizia psichiatrica eseguita sul suo assistito – «avrebbe soprattutto bisogno di una struttura di recupero, di un percorso terapeutico» dice Martini. Il suo infatti è una sorta di raptus compulsivo, che lo coglie: questo ha cercato di far capire il suo legale in aula e questo è ciò che ha pesato nel giudizio finale.

Giovanna Mezzana

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