Sicurezza
Noceto: dopo la frana il calvario
Il Comune aspetta il progetto per sistemare la via e gli abitanti sollecitano i lavori alla mulattiera. «Troppi disagi, va asfaltata»
CARRARA. Lavori di somma urgenza e lavori urgenti: fra gli uni e gli altri, dopo l’alluvione del 5 novembre scorso, sono stati aperti cantieri dal Comune: una quarantina sul territorio. Una parte dei lavori sono stati già effettuati, altri sono in corso. Le frane sono quelle che preoccupano di più, a Miseglia e a Noceto. Ma anche a Pulcinacchia e in via degli Ossi (servizio anche sul sito web www.iltirreno.it). E ci sono in ballo spese che ammontano, solo per i cantieri principali dove sussistono le situazioni più gravi, a circa un milione di euro di somme urgenze. Si tratta appunto di opere in via degli Ossi, a Miseglia, e a Pulcinacchia. I lavori “urgenti” riguardano Noceto e qui la faccenda è molto più seria perché ancora non c’è un progetto di intervento in quanto lo smottamento è in movimento, e non si sa quanti soldi occorreranno per rimettere in sicurezza la strada.
Ed è qui nel paese sotto castelpoggio, che riesplodono le proteste degli abitanti ogni volta che, dal 5 novembre, vedono spuntare i tecnici comunali che stanno compiendo sopralluoghi continui nei vari punti critici del territorio.
E’ accaduto anche ieri. Noceto è semi isolata da due mesi: una frana che copre una settantina di metri ha svuotato il sottostrada, ma non solo; il movimento è peggiorato nei giorni successivi all’alluvione, e ora un bel tratto di strada comunale presenta crepe nell’asfalto. Ovviamente, strada chiusa. Per gli abitanti di Noceto, una quarantina, è un calvario da due mesi: il Comune ha subito pensato di sistemare l’antica mulattiera in acciottolato, per renderla percorribile e sicura anche per le auto. Ma, mentre per i lavori alla frana non si sa ancora quanto cominceranno e quando finiranno («ci vorranno alcuni mesi per riaprire la strada», ritiene l’ingegner Luca Amadei del Comune, «è stato dato l’incarico per il progetto»), per quanto riguarda la mulattiera gli abitanti speravano di vederla asfaltata in tempi brevi. Invece è ancora un percorso di quasi un chilometro fra il paese e la via provinciale che collega a Castelpoggio, pieno di terra e fango. Ci sono rivoletti di acqua che scendono dal monte peggiorando la situazione. Alcuni non si fidano a percorrere la mulattiera in auto, anche se sono stati eliminati alcuni scalini. Ieri mattina c’era preoccupazione anche perché nel pomeriggio era previsto un funerale in città con trasporto della salma al cimitero di Noceto. «Come farà a passare di qui il carro funebre?», si chiedevano gli abitanti. Dalla frana a Castelpoggio c’è circa un chilometro di strada percorribile: la gente lascia le auto in una piazzola realizzata dal Comune presso la frana. Da lì si va a piedi a Noceto, percorrendo la zona dello smottamento segnalata e interrotta al traffico da guardrail messi in mezzo alla stretta carreggiata. Oppure si utilizza la mulattiera che dal paese sbocca vicino al depuratore sulla provinciale di Castelpoggio. Insomma disagi.
La frana sulla via comunale: sul monte ci sono sorgenti per l’acquedotto, spiegano i tecnici, e il 5 novembre è venuto giù anche un piccolo smottamento che ha coperto un cunicolo di scolo delle acque piovane, con il rischio che venisse allagata la via. Il problema è stato risolto. Più avanti si arriva al punto del crollo: che ha fatto cedere la via e l’ha crepata per molti metri. A piedi e con il sole, sembra una bella passeggiata nel bosco, ma per gli abitanti di Noceto questo è un bel disastro. Arrivando a Noceto durante il sopralluogo dei geometri comunali Lucio Franchini e Giorgio Cenderelli, la gente comincia a sfogare la rabbia: «Sono due mesi che siamo in questo disagio. Io almeno due volte al giorno – dice una donna dalla terrazza - devo penare per portare e riprendere i mie figli a Castelpoggio, dove arriva l’autobus. Qui a Noceto il servizio da due mesi non c’è più. Devo fare alzare i miei figli alle 6 del mattino, andare a piedi lungo la strada interrotta, fino all’auto, salire a Castelpoggio. E per andare a riprenderli è la stessa storia». «E’ una vergogna» grida un’altra donna, Graziella Nicolai, «Noi qui paghiamo le tasse come gli altri cittadini. L’immondizia non viene più raccolta, la porteremo al Comune».
Sulla mulattiera Gianfranco Nicolai, 75 an ni, ex marmista, ha sempre vissuto a Noceto è ra dice «sono così arrabbiato che a Natale non ci arrivo». «Sono 30 anni che non sistemano la strada, che ora è franata. Un disagio continuo. Sono andato più volte in Comune a chiedere lavori di manutenzione. Ora sulla mulattiera va fatto subito il lavoro di asfaltatura, così non può stare, e si va nell’inverno. Stamani (ieri per chi legge, ndr.) non si è visto nessuno a fare lavori. Io pago le tasse, ma ora non vengono nemmeno a prelevare la spazzatura in paese, un piccolo mezzo dell’Amia ci passerebbe. Hanno paura a passare dalla mulattiera? E allora noi cosa dovremmo dire? Qua siamo in pochi abitanti, ma pronti a fare una rivolta in Comune». Sulla mulattiera dove è prevista una copertura con uno strato di Binder (ed eventualmente poi l’asfalto) sono state messe dal Comune alcune luci volanti, attaccate agli alberi, per illuminare il percorso di notte. Ma chi ci si avventura di notte?
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