Il dolore
«Mio marito mi picchia» ma il giudice lo assolve
Adesso è la moglie che rischia di dover rispondere per falsa testimonianza Protagonisti della vicenda giudiziaria due coniugi quarantenni ora separati
CARRARA. Trascina l'ex marito di fronte al giudice accusandolo di maltrattamenti, botte e umilianti richieste di prestazioni sessuali: alla fine lui è assolto e lei rischia di dover rispondere per falsa testimonianza. È la storia di una coppia carrarese: 41 anni lei, 43 anni lui. Di una famiglia, visto che insieme hanno un figlio che ora vive con il padre. Dopo anni di litigi, ieri in tribunale l'epilogo giudiziario della vicenda coniugale.
Tutto ha inizio nella primavera 2012 quando la moglie presenta una querela in Questura, in cui denuncia il marito, aggressivo e violento. Il matrimonio è naufragato e lei torna dai genitori.
All'ex coniuge addebita anche di averle sottratto soldi e la metà dell'appartamento coniugale, acquistato insieme e per il quale la donna si era sobbarcata il mutuo. Al momento della separazione – secondo la testimonianza di lei – il marito le avrebbe fatto una proposta: ti do 35mila euro e tu mi dai la metà che ti spetta dell'appartamento; lei avrebbe accettato; di fronte al notaio, il rogito; questo appartamento poi lui se lo sarebbe - a detta di lei - venduto. Non solo: sarebbe riuscito a rimpossessarsi anche dei soldi con cui l'avrebbe prima liquidata. Vicenda complicata. Ingarbugliata ulteriormente anche dai frequenti «Non ricordo» con cui l'ex moglie ieri mattina ha risposto sia alle domande del pm Alessandro Rapelli che a quelle del giudice Fabrizio Garofalo.
Poi il colpo di scena: ad un certo punto la donna insinua anche il dubbio che qualcuno abbia firmato una denuncia al posto suo. «No, quella firma non è mia» dice intendendo la firma in calce ad una dichiarazione resa alla polizia di stato con cui lei ammetteva di aver fatto uso di cocaina, in casa, insieme al marito (l'uso dello stupefacente sarebbe stata una delle cause del comportamento "su di giri" di lui). Insomma, tutto è avvolto in una nebulosa.
Due dati però sono certi, sottolinea il pm: nel 2011 e nel 2012 la polizia ha constatato di persona - intervenendo a casa della coppia - graffi e lesioni che la madre di famiglia riportava. Si tratta di una constatazione circostanziata. Comprovata. Così come lo è, secondo l'accusa, il fatto che la donna «subisse vessazioni e maltrattamenti e che fosse sotto l'influenza di lui» come testimonia l'episodio della casa che le sarebbe stata soffiata da sotto il naso. Da verificare, eventualmente, secondo il pm «è la continuità di tali atti», ovvero se si è trattato di episodi di violenza o di violenza continuata; da verificare in quanto «la parte lesa si è mostrata piuttosto confusa sul piano della ricostruzione fattuale».
Il giudice ieri ha deciso: assolto l'ex marito, assistito dall’avvocato Giovanna Barsotti. La posizione di lei – era parte lesa in questo procedimento dove lui era imputato per maltrattamenti – invece, cambia. Verrà vagliata e la Procura potrebbe chiederle di rispondere per falsa testimonianza.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
