Sicurezza
I racconti al procuratore di chi ha perso tutto
Giubilaro: vengono qui in tanti, ognuno mi parla del suo dramma; sono finiti sott’acqua anche i ricordi
«Io mi rendo umanamente conto del dramma che vive la gente che ha perso tutto. Di come possa sentirsi chi ha avuto la casa invasa da un metro e mezzo di acqua e fango. Lo immagino e lo so perché tante di queste persone sono venute a raccontarmelo di persona. E a segnalarmi, per iscritto o anche venendo qui, in Procura, nuove situazioni di criticità».
Il procuratore capo Aldo Giubilaro parla a cuore aperto di quello che c’è, dietro il fascicolo aperto per disastro colposo che ha visto le prime due iscrizioni nel registro degli indagati.
Giubilaro parla, insomma, del “fattore umano”, di quello a cui ha tastato il polso, e continua a farlo, settimana dopo settimana, ogni giovedì, dopo quel 5 novembre che ha colpito al cuore Marina di Carrara.
«Sono uno dei pochi procuratori in Italia che riceve i cittadini, ogni giovedì, per sentire le loro segnalazioni, molto spesso i loro problemi - comincia col dire Giubilaro - Lo so che potrei limitarmi a dire “trovatevi un avvocato”, ma io sono abituato ad ascoltare la gente».
E, dopo l’alluvione sono stati in tanti che da Marina di Carrara si sono presentati nel suo ufficio, in Procura.
«Le storie sono drammatiche, e hanno tutte un registro comune, quello della devastazione, quello di chi l’esondazione del fiume l’ha vissuta sulla propria pelle, dentro le proprie famiglie - ricorda il procuratore capo - C’è chi ha perso la casa, chi ha visto distruggere, in pochi minuti, i sacrifici di una vita: il mobilio, le macchine, tutto quanto».
E c’è anche un altro aspetto che ha voluto sottolineare il procuratore. Un aspetto che lo ha toccato nel profondo.
«La gente con l’alluvione ha perso tutto, anche i ricordi - spiega - Questo mi ha colpito umanamente moltissimo. Sono tante le persone che vengono qui, con grande dignità, a raccontarmi che hanno visto andare sotto l’acqua e il fango le foto di famiglia, i quaderni dei loro bambini, gli addobbi di Natale. Tutto quello che in una casa costituisce il cuore, il patrimonio più prezioso».
E il procuratore con queste persone, quelle che ogni giovedì dal 5 novembre scorso, gli stanno raccontando il loro dramma ci ha messo la faccia: «Se ci sono delle responsabilità verranno fuori».
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