Sicurezza
Respinta la richiesta di carcerazione
Camera di commercio: il tribunale del riesame non accoglie il ricorso del procuratore Giubilaro nei confronti di quattro indagati
CARRARA. Il tribunale del riesame di Genova in qualità di giudice di appello, ha respinto il ricorso del procuratore capo di Massa, Aldo Giubilaro contro il pronunciamento del gip Antonia Aracri di non accogliere la sua richiesta di misura cautelare (l’arresto e il carcere) per ex vertici della Camera di commercio e due funzionari: Norberto Ricci (69 anni) ex presidente della Camera di commercio, Alberto Ravecca (73 anni) ex direttore, Alessandro Beverini (67 anni) che è stato segretario dell’ente, Francesca Cordiviola (47 anni) direttrice amministrativa.
La richiesta del dottor Aldo Giubilaro è scaturita (con l’iscrizione delle quattro persone nel registro degli indagati), dall’indagine delle Fiamme gialle su un presunto utilizzo improprio di denaro a disposizione dell’ente camerale, relativamente a operazioni risalenti al 2012 e pare anche ad alcuni anni prima.
Una gestione di denaro, finita nel mirino della magistratura, che vedrebbe coinvolti altri enti e società.
Dall’indagine principale è stato aperto un secondo fascicolo che vede coinvolte altre sette persone, e che sarebbe relativo all’Eams, agenzia energetica partecipata da 13 Comuni della provincia e dalla Cciaa.
L’indagine in questo caso riguarderebbe la realizzazione di un impianto fotovoltaico da collocare sul tetto del museo del marmo in località stadio: secondo gli elementi raccolti dalla la procura non tornerebbero i conti, fra il costo dell’impianto e quanto è stato pagato dalla Camera di commercio.
Le accuse rivolte dalla procura a Ricci, Ravecca, Beverini e Cordiviola, ipotizzano reati che vanno dal falso idelogico, al peculato, all’abuso d’ufficio, all’associazione a delinquere.
Ieri il tribunale del riesame di Genova, ha respinto il ricorso del procuratore capo in merito alla richiesta di carcerazione (era stata chiesta anche la confisca dei beni). L’avvocato Virginio Angelini, che assiste Alessandro Beverini, commenta positivamente l’esito del riesame e illustra brevemente il proprio convincimento: «Relativamente all’ipotesi accusatoria di fatturazioni false, noi sosteniamo la regolarità di ogni pagamento della Camera di commercio, atti che passano dai revisori dei conti dove c’è un rappresentante del ministero delle finanze. Noi sosteniamo che le fatture sono vere. In quanto all’ipotesi di peculato, le somme in eccedenza a fine anno, venivano restituite dall’Isr all’ente camerale. Infine riteniamo che non ci sia associazione a delinquere: non c’è stato alcun progetto unitario criminoso».
In merito alla richiesta di carcerazione nei confronti del suo assistito Beverini, il legale la ritiene fuori luogo: «Indagini terminate nel 2012; Beverini è in pensione dal gennaio 2014, sarebbe impossibile l’inquinamento di prove, come la reiterazione del reato di cui è accusato». Anche per quanto riguarda il secondo filone d’indagine, sull’impianto fotovoltaico, l’avvocato Angelini ribadisce che sul prezzo pagato c’è stato il controllo del revisore dei conti. Insomma per la difesa «operazioni tutte vere e controllate».
Per la Procura, che ha in mano tutti gli atti di indagine, non è così. Il dottor Giubilaro è determinato e di fronte al Tribunale dei riesame di Genova, ha controbattuto la decisione del gip Aracri la quale aveva respinto la sua istanza in merito alla misura cautelare per i quattro indagati in questione.
A proposito del pronunciamento del Riesame sulla richiesta di carcerazione, l’avvocato Francini del foro di Pisa, che assiste Alberto Ravecca e Francesca Cordiviola (mentre Ricci è assistito dall’avvocato Filomini del foro di Massa), parla di «una prima sconfitta dell’ipotesi accusatoria. Eccessiva la richiesta della misura cautelare». La vicenda giudiziaria è aperta. La notizia dell’inchiesta, ha scosso gli ambienti della Camera di commercio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
