Sicurezza
Lavoratori Eaton sollecitano l’iter per le assunzioni
MASSA. «Le maestranze Eaton unitamente alle segreterie di categoria chiedono alla politica e alle istituzioni locali di far sentire con decisione la loro voce nelle sedi opportune e competenti,...
MASSA. «Le maestranze Eaton unitamente alle segreterie di categoria chiedono alla politica e alle istituzioni locali di far sentire con decisione la loro voce nelle sedi opportune e competenti, prendendo posizioni decise e coerenti con gli impegni presi dalle parti».
Torna in consiglio comunale la vertenza Eaton con un documento sottoscritto da Fiom, Fim e Cisl e letto in aula dal presidente del consiglio, Domenico Ceccotti. La reindustrializzazione dell'area procede infatti con lentezza: solo martedì sono iniziati i colloqui, che porteranno all'assunzione di 70 ex operai all'interno della nuova fabbrica, la Iglom.
L'assunzione non sembra essere quindi dietro la porta, mentre per gli ammortizzatori sociali (per colpa della nuova normativa governativa) la clessidra è rovesciata: dal primo gennaio le 230 tute blu saranno senza nessuna forma di indennità.
«Fim, Fiom, Uilm provinciali esprimono forte preoccupazione in merito alla vertenza per i ritardi che si stanno accumulando in riferimento al progetto Iglom. Il programma di reindustrializzazione non può a nostro avviso prescindere dalla tutela delle maestranze con un sostegno al reddito fino a oggi garantito dalla mobilità in deroga».
Nel 2015 dovrebbero partire, stando alle “promesse” della Regione, i lavori di pubblica utilità; un provvedimento considerato insufficiente però dai sindacati che lo considerano «novità importantissima ma insufficiente a tutelare chi da ormai più di sei anni attende la ricollocazione». O arrivano risposte certe, si legge nel documento, o i lavoratori «si sentiranno svincolati da qualsiasi impegno preso nel tavolo istituzionale».
Al documento risponde subito il primo cittadino, Alessandro Volpi, dicendo «il sindaco c'è e sta facendo tutto» e il dibattito sembrava spegnersi, immediatamente, senza interventi dei consiglieri prenotati.
Rompe il ghiaccio, la capogruppo del Pd, Elena Fruzzetti («questa è la vertenza per eccellenza del territorio e bisogna aprire un dibattito») e parte un ping pong di j'accuse. «La politica non è un ufficio di collocamento – dice Stefano Caruso, di Italia Unica (ex Ncd) - sono gli imprenditori che creano lavoro e bisogna dar loro incentivi. Quindi che il sindaco tiri fuori gli attributi e vada in Regione».
«Il sindaco può essere anche Superman – dice Riccardo Ricciardi, del M5s – ma se gli ammortizzatori sociali non ci sono non può andare da Renzi e dirgli da darglieli. Stiamo facendo confusione e bisognerebbe capire quali sono le reali competenze e possibilità del consiglio comunale. Così stiamo perdendo solo del tempo, che viene utilizzato da politici per fare propaganda».
Melania Carnevali
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