Il Tirreno

«In famiglia le maggiori atrocità sui minori»

Allarme lanciato in un convegno da Rosanna Vallelonga presidente della Società della Salute

3 MINUTI DI LETTURA





AULLA. E' allarme sulla situazione dei minori in Lunigiana. A lanciarlo è il direttore della Società della Salute della Lunigiana, Rosanna Vallelonga, che ne ha parlato martedì, nella sala capitolare dell'abbazia di San Caprasio ad Aulla, durante la giornata dedicata a incontrare le organizzazioni sindacali, la consulta del terzo settore e il comitato di partecipazione, una iniziativa salutata con favore dal presidente della SdS Lunigiana, Riccardo Varese, «nell'ottica del principio della partecipazione, che è uno dei principi fondativi delle SdS».

Un'occasione di confronto dalla quale sono emerse alcune criticità nella situazione sociale in Lunigiana, ma anche un auspicio forte per il futuro della SdS Lunigiana, ovvero la volontà di Rosanna Vallelonga di lavorare con decisione sul rafforzamento dell'accoglienza dei cittadini, «perchè quando questi si rivolgono a noi - ha sottolineato - significa che sono in uno stato di necessità e bisogno, quindi è nostro dovere accoglierli al meglio».

Un progetto sull'accoglienza, quindi, verrà sviluppato nei prossimi cinque anni. Ma è sulle criticità più propriamente sociali e sanitarie che si è concentrata il direttore della SdS Lunigiana, che ha lanciato un vero e proprio allarme sulla condizione dei minori: «Esistono situazioni in aumento che non esito a definire disastrose e siamo spesso costretti ad intervenire con un approccio poliziesco quando si tratta di allontanare minori dalle proprie famiglie. Purtroppo, è la famiglia il luogo in cui accadono le cose più atroci e questi problemi sono portati, in misura maggiore rispetto alle famiglie originarie della Lunigiana, da famiglie che vengono da fuori».

Il riferimento ai minori e agli abusi che su di loro vengono compiuti, è stato fatto da Rosanna Vallelonga mentre illustrava il bilancio sociale e sanitario del 2013, con una spesa sociale pari a 3 milioni e 159mila euro e una spesa sanitaria pari a 6 milioni 701mila euro, per un bilancio complessivo di quasi dieci milioni di euro. Naturalmente, oltre che sul problema emergente dei minori, l'impegno economico maggiore della SdS Lunigiana si concentra sull'assistenza agli anziani, i quali rappresentano la fetta maggiore della popolazione lunigianese. Dopo avere illustrato la rete dei servizi territoriali, il direttore della SdS Lunigiana ha fatto riferimento alla sperimentazione della riorganizzazione del Pet di Aulla con l'integrazione del "chronic care model", già attivo, che è un modello di assistenza medica dei pazienti affetti da malattie croniche; l’obiettivo è di passare da un modello di “medicina d’attesa” ad una “sanità d’iniziativa”: da qui la creazione di percorsi ad hoc per patologie croniche quali scompenso, diabete, ipertensione, broncopneumopatia cronica ostruttiva. Infine, durante lo scambio di pareri e conoscenze con i rappresentanti sindacali e del mondo del volontariato, è emerso il grosso problema dei trasporti in Lunigiana, un problema che impedisce un ottimale accesso ai servizi da parte dell'utenza.

Gianluca Uberti

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore