La manifestazione
In aula la rapinatrice del Carpisa
Accolta la richiesta del suo legale: processo posticipato a marzo
MASSA. Il giudice ha accolto la richiesta dell’avvocato della difesa: processo rinviato – posticipato – fino a quando lei non avrà concluso il suo percorso terapeutico.
Lei è la giovane che a maggio – armata di un coltello e di un paio di forbici – aveva cercato di rapinare una merceria di via La Salle. Pochi minuti dopo, in Largo Matteotti aveva rapinato circa mille euro dalla cassa del negozio a marchio Carpisa. Inseguita e arrestata dai carabinieri, era fuggita dopo aver ottenuto gli arresti domiciliari; si era quindi intrufolata nell'appartamento di una vecchia amica di famiglia, a cui aveva sottratto il portafoglio, con 150 euro e carte di credito.Era quindi finita in carcere. E il suo legale aveva chiesto che venisse sottoposta ad una perizia psichiatrica.
Oggi questa trentenne vive in una comunità terapeutica in Versilia. Ieri era in aula, in lacrime, seduta accanto al suo legale. La richiesta dell’avvocato – Martini – al giudice è stata la seguente: rinvio del processo fino a quando la sua assistita non ha terminato il percorso terapeutico (psicologico e psichiatrico) che ha intrapreso «e che sta dando dei buoni risultati»; le mancano ancora tre mesi. Richiesta accolta, posticipo accordato, rinvio all’11 marzo. In questa occasione però – appunta il giudice Garofalo – la trentenne dovrà essere accompagnata dalla scorta – dai carabinieri – e non presnetarsi semplicemente con genitori ed educatore come ha fatto invece ieri. Una svista.
(g.m.)
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