Il Tirreno

Famiglia assediata dai ladri: cinque raid e casa a soqquadro

Fabrizio Palagi
Un ladro in azione
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Un ladro in azione

Nell’ottobre dello scorso anno venne anche rubato un furgone da lavoro poi ritrovato a Pordenone appello-invito dei Giumelli di Villafranca: denunciare sempre furti o tentativi di effrazione

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VILLAFRANCA. Una famiglia sotto assedio, ormai da oltre un anno, da bande di ladri che infieriscono in un territorio non certo periferico e inoltre costellato da villette con giardino attorno.
Una zona residenziale, dunque, allungata sulla statale della Cisa che taglia in due il centro abitato dove si aprono le vetrine di negozi, studi professionali e perfino il palazzo comunale.
Ma abitare in zona centrale pare non garantisca più sicurezza che non risiedere nelle vicine campagne dove le case sono ancora rade e quindi immerse nel verde.
Neppure installare sofisticati sistemi di allarme e moderni impianti di illuminazione, pare frenare l’assalto di predatori che, addirittura, bussano alle porte-finestre per farsi aprire dai residenti, spacciandosi per dei vicini.
Una situazione a cui la famiglia Giumelli vuol dire basta dato che, dal settembre di un anno fa, è sotto attacco, peraltro non sola, dato che i raid notturni e non sembrano coinvolgere altre abitazioni, i cui proprietari non sempre denuncerebbero furti, tentativi di effrazione.
«La casa dei nostri figli è stata visitata due volte, mentre nella nostra sono stati tre i tentativi di forzare porte o finestre. In più ci hanno rubato il furgone che mio marito usa per il suo lavoro e nel quale sono riposti attrezzi e strumenti - afferma la affranta signora Giumelli - penso quindi che questi malviventi, siano essi bande organizzate oppure ladruncoli, ritengono questa zona loro indisturbato territorio di caccia. Mio marito è elettricista, ma a poco è servito installare un impianto supplementare di illuminazione, prendere dei cani da guardia, rafforzare le serrature. La sera di lunedì scorso, l’ultimo furto patito. Dopo aver cenato con noi, i miei figli hanno raggiunto la loro casa che dista alcune centinaia di metri, trovando poi una ennesima sgradita sorpresa: l’abitazione era stata visitata dai ladri che, addirittura, si sono chiusi dentro, a chiave, dopo aver forzato una porta sul retro. I ragazzi hanno trovato uno dei cani libero per strada, intuendo tutto quanto. Forse il loro arrivo ha disturbato i ladri dato che degli oggetti d’argento sono stati abbandonati nelle camere messe a soqquadro. I malviventi hanno fatto danni oltrechè portare via cose tra cui molti indumenti. Infatti sono stati forzati due cancelli in ferro sul retro e altri infissi».
Nella casa dei figli dei Giumelli i furti messi a segno sono stati due, mentre in quella dei genitori i ladri si sono presentati tre volte.
II fatto più grave accadde nell’ottobre dello scorso anno quando i soliti ignoti si impossessarono del furgone usato dal capofamiglia per il suo lavoro di elettricista, questo per portare via decine di bici rubate nottetempo nel vicino negozio “Due ruote” a seguito di una spaccata delle vetrine. Un furto da decine di migliaia di euro dato che la maggior parte delle bici rubate erano da corsa.
«Il mezzo venne poi ritrovato a Sacile di Pordenone - aggiunge la signora Giumelli - nei pressi del confine. Evidentemente, come ci dissero le autorità locali quando andammo a riprendercelo, era servito per trasportare fin lassù la merce rubata che poi era stata passata oltre frontiera dove presumibilmente c’era un altro veicolo pronto a caricarla. Da rilevare che i malviventi fecero tutto quel viaggio in autostrada, usando il telepass rubato in un’altra casa di Villafranca».
Dato che i raid non accennano a diminuire, la famiglia Giumelli lancia un appello-invito, ossia di denunciare alle forze dell’ordine ogni furto o tentativo di effrazione, «al fine di arginare un andazzo che non ci permette di dormire tranquilli e neppure di stare tranquilli in casa, svegli, a guardare la tv».
 

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