Il Tirreno

Accuse a chi amministra «leggero»

Accuse a chi amministra «leggero»

Dito puntato sugli edifici realizzati negli anni Cinquanta vicino al fiume

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AULLA. Enrico Rossi lancia un j’accuse pesante all’indirizzo di quegli amministratori che, nel passato, anche non troppo remoto, hanno edificato in maniera poco razionale sul territorio. Gli amministratori «devono essere vigili sul territorio, monitorandolo e cercando di trovare un’equilibrio tra natura ed opera umana. L’alluvione ad Aulla si deve a cause innanzitutto umane, per poi giungere a quelle naturali che hanno generato la bomba d’acqua. Abbiamo assistito, dagli anni Cinquanta in poi alla proliferazione di edifici che sono stati costruiti o in prossimità dell’alveo fluviale o, in taluni casi, all’interno dello stesso. Ci sono gravi responsabilità che devono essere tuttora accertate, i dati che abbiamo recepito sono acclarati. Una situazione simile anche per Mulazzo dove, nello stesso periodo, si è costruito sulla zona collinare del paese».

Il dissesto idrogeologico parte da qui da poca cura del comprensorio e delle sue peculiarità, andando a rintracciare quella manutenzione minuta che consenta di vivere il territorio in tutta sicurezza. La stessa Regione spinge in tal senso con le disposizioni in tema di consumo del suolo, terre incolte, nuovi incentivi ai giovani che vogliono tornare a fare imprenditoria agricola.

«Non solo la Lunigiana, ma tutta la Toscana deve dare importanza a queste tematiche. Io credo che bisogna produrre una svolta nel rapporto tra uomo e natura. La Regione queste leggi le ha fatte e sono uno strumento che tutte le amministrazioni devono utilizzare, con l’apporto dei cittadini nella cura del territorio. Questo è il lavoro di prevenzione primaria».

L’ambiente, quindi, diventa valore aggiunto, per la Lunigiana ma non solo, si profila come componente fondamentale nella matrice economica del territorio, fonte di indotto se opportunamente tutelato e conservato «L’ambiente diventa, in Lunigiana, polo d’attrazione del turismo. La Lunigiana possiede bellezza che, se conservata e rispettata, può generare economia».

Un filo rosso quindi collega prevenzione, dissesto e ambiente e si rivela nell’amore che si dimostra ad un territorio non deturpandolo con la cementificazione selvaggia, ma proteggendolo, curandolo. Se ciò avviene le ricadute positive sono moltissime partendo dalla qualità della vita che migliora sensibilmente, passando per la sicurezza, giungendo fino all’indotto generato dal turismo. Occorre impegno e serietà, come ha affermato Enrico Rossi, partendo dai singoli amministratori per giungere ai cittadini, recuperando quel rapporto che le generazioni precedenti avevano con i propri boschi, fiumi e montagne. (c.b.)

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