Sicurezza
Piano sanitario, sulle risorse è nebbia fitta
Iniziativa del Pd sulle novità del modello toscano. Volpi: «Molte aspettative ma anche perplessità»
MASSA. La parola chiave rimane ‘integrazione’ tra sociale e sanitario, per innovare il modello toscano e soprattutto per far fronte al disagio indotto dalle persistenti difficoltà economiche. Lo ha ribadito il responsabile regionale per la sanità del partito Democratico Simone Naldoni, che lunedì sera ha partecipato all’iniziativa del collega consigliere regionale Loris Rossetti, dedicata al piano sanitario della Toscana. Rossetti, candidato alle prossime regionali, membro della commissione che si è occupata di licenziare il piano in regione, ha voluto al suo fianco anche il segretario del Pd di Massa Adriano Tongiani e il sindaco della città Alessandro Volpi, il che non è passato inosservato. La partecipazione del sindaco di Massa ad una evidente iniziativa elettorale ha fatto esplodere il chiacchiericcio politico, lui dichiarato renziano e dichiarato ‘nemico’ del sistema rappresentato dalla direzione provinciale del partito (vedi campagna per la presidenza del provincia). «Sono qui perché sono stato invitato- specifica Volpi- e mi sento in dovere dare il mio contributo, visto che il tema della sanità e dei servizi territoriali mi riguarda di persone, sia come sindaco che come presidente della conferenza dei sindaci. Inoltre- continua Volpi- ho molta aspettativa in questo piano integrato, ma anche molte perplessità, soprattutto su quello che ci verrà chiesto di fare, in materia di risorse e bilanci: ai consigli comunali- spiega Volpi- verrà chiesto di approvare entro il 31 di marzo la convenzione per le zone di distretto, integrandovi tutti i servizi socio- sanitari; dovremo capire che tipo di convenzione sarà, definire le priorità, eliminare le sovrapposizioni, stabilire funzioni; inoltre- conclude il sindaco- entro il 30 ottobre di ogni anno, secondo quanto indicatoci, dovremmo anche definire il budget per ogni zona di distretto, anticipando voci che poi dovrebbero finire nel bilancio del comune, una volta che ce ne siamo dotati. Capite che, per noi che navighiamo a vista con le risorse che abbiamo, non sarà cosa facile, né immediata».
Il tema trattato durante l’incontro è rimasto comunque generalizzato: «Difficile dire quante risorse metterà il piano su Massa Carrara- commenta Naldoni- perché ancora non abbiamo chiaro l’ammontare completo dei finanziamenti». «Riorganizzare per rilanciare- continua Naldoni- senza soccombere ai tagli impostici dal governo, è l’unica ricetta”. “La risposta del nuovo piano socio sanitario- continua Loris Rossetti- è la sinergia tra diversi livelli di assistenza, tra pubblico e terzo settore, per essere in grado di continuare ad assicurare buona qualità di cura. Il nuovo strumento di programmazione affina alcune specificità, riconosce l’importanza degli ospedali e parla molto della riorganizzazione dei servizi territoriali. Il dibattito sull’accorpamento delle Asl- continua Rossetti- è in itinere, ma nessuno deve aver paura: quando un cittadino va in comune a ritirare, ad esempio, una licenza non gli importa quante persone ci siano dietro lo sportello, ma che l’atto venga fatto in breve tempo e senza errori. Così sarà per le Asl: più o meno dipartimenti o direttori non dovranno fare la differenza dei servizi erogati».
Infine Naldoni risponde sulle voci che vedono il futuro del comune di Massa senza un distretto sanitario: «E’ un caso tutto territoriale- dice- da nessuna altra parte ho sentito dell’impossibilità di costruire il distretto dopo l’apertura dell’ospedale unico. Dico anche però che il NOA ha bisogno di servizi territoriali che non sono soltanto il distretto, sono soprattutto infrastrutture immateriali, una diversa e migliore organizzazione pre e post ospedaliera, e di tanta integrazione tra sociale e sanità, che non presuppone la costruzione di mura».
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