Il Tirreno

Non ha i soldi, niente analisi per il figlio

di Manuela D’Angelo
Non ha i soldi, niente analisi per il figlio

La denuncia di una madre nei confronti del Cup: «Non aveva i 38 euro per pagare subito il ticket sanitario»

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MASSA. Al Cup di Massa si rifiutano di fare le analisi del sangue ad un bambino di 9 anni, perché la mamma non aveva dietro i soldi per pagare il ticket sanitario, e così scoppia l’ennesimo caso che colpisce in maniera negativa la Asl 1 di Massa Carrara. Questa volta, pare che in difetto ci sia l’addetta allo sportello di turno al Cup, che ieri mattina avrebbe mancato di seguire la procedura standard, imposta dall’azienda sanitaria.

A raccontarci la storia è la mamma del bimbo, la signora Samantha: «Mi sono sentita mortificata, perché non pensavo di dover pagare il ticket avendo un Isee inferiore a 36 mila euro; ma il punto non è stato questo. Ho chiesto- continua la donna- di poter firmare un’autocertificazione, con cui mi sarei impegnata a pagare il ticket al ritiro delle analisi. Mi è stato detto che non era possibile». Così la donna esce dal Cup, con in braccio il bambino che le chiede: «Mamma perché non mi devo più fare la puntura?». «Che avrei dovuto rispondergli?- si chiede la donna- ; che la mamma è povera? Ho deciso di andare in fondo alla faccenda». Le analisi non erano urgenti, ci spiega la madre, ma erano necessarie, perché il bimbo da anni soffre di mal di pancia lancinanti e i dottori non capiscono le motivazioni.

Non riesce a mangiare, non digerisce bene e più volte ci sono state ‘fughe’ al pronto soccorso. Il pediatra del bimbo, da quanto ci racconta la madre, aveva così pensato di prescrivere analisi del sangue per scoprire una possibile celiachia. Dall’Opa la donna si reca al Cup per ottenere il tagliando, senza il quale le analisi non possono essere effettuate, ma al Cup la fermano e la mamma esce dal distretto senza la possibilità di far fare le analisi a suo figlio.

«Se è accaduto veramente così- spiega il dottor Enrico Raggi, responsabile dei Cup per la Asl 1 di Massa Carrara- le addette hanno sbagliato, perché la procedura vuole che in casi specifici si debba avvertire il responsabile del distretto e chiedere come doversi comportare. In questo caso- continua Raggi- le analisi ad un minore non sarebbero mai state negate, e si sarebbe data certamente la possibilità alla madre di pagare al loro ritiro. È strano che dal Cup questa telefonata non sia arrivata». La donna ci racconta che in mattinata riesce ad ottenere il numero di telefono di una dottoressa responsabile dell’area del distretto, la quale le conferma quanto detto a noi dal dottor Raggi e le consiglia di recarsi giovedì di nuovo al Cup, dove le addette allo sportello sapranno, questa volta, trattare meglio il suo caso.

«Sempre che a mio figlio non succeda nel frattempo qualcosa- conclude la signora -; per carità il bimbo sta bene, non è in pericolo di vita, ma se dovesse peggiorare per strani motivi entro 48 ore? Di chi sarebbe la colpa? Queste erano analisi semplici, per la celiachia, ma credo mi avrebbero negato qualsiasi tipo di analisi, perchè sono state intransigenti al Cup. Questo non è ammissibile».

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