Il Tirreno

il caso del lavoro a termine

Maestre, pagati i maxi risarcimenti

Maestre, pagati i maxi risarcimenti

Natale “ricco” per 11 educatrici: dal Comune 531mila euro

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MASSA. Il conto è arrivato, come previsto, è parecchio salato, ed è stato saldato. Con una variazione di bilancio approvata nei giorni scorsi, la giunta comunale ha disposto la liquidazione dei risarcimenti alle 11 educatrici degli asili nido che avevano fatto causa al Comune per ottenere un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Si tratta di una spesa complessiva di 531mila euro di cui 42mila per le spese legali. Un bel salasso per le casse municipali, un atteso regalo di Natale per le maestre del nido che stanno per vedersi arrivare un assegno fra i 33mila e i 38mila euro ciascuna (la media è di 37mila euro).

Le educatrici avranno cioè un importo pari a 20 mensilità (oltre agli interessi e alla rivalutazione) così come ha ordinato “con esecutività immediata” la sentenza della Corte di Appello di Genova che il mese scorso aveva ribaltato la sentenza di primo grado del tribunale di Massa.

La vicenda risale agli anni 2003-2010 quando il Comune stipula una serie di contratti a tempo determinato con le educatrici per fare fronte a carenze di personale negli asili nido. Al termine del contratto, le maestre vengono lasciate a casa. Le insegnanti, però, sollevano dubbi sulla legittimità del contratto e promuovono cause di fronte al giudice del lavoro. In particolare contestano, sulla base di una legge comunitaria, l’illegittimità del termine del contratto, sostenendo che in un contratto a scadenza debba essere precisato il motivo dell’assunzione a termine.

In primo grado il giudice del lavoro del tribunale di Massa ha dato ragione al Comune e non ha riconosciuto alle insegnanti il diritto all risarcimento ritenendo che il danno non potesse essere provato. Ma in Appello le “tate” ottengono ragione: la corte di Apello, è vero, non riconosce la richiesta di conversione del contratto alle maestre precarie da determinato ad indeterminato, ma ammette il risarcimento. E costringe Palazzo civico a metter mano al portafoglio.

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