Proteste
Confermate le due condanne
La Corte militare d’Appello di Roma ribadisce gli ergastoli
FIVIZZANO. «L'eccidio di Mommio ha visto in Corte d’appello la conferma delle condanne all'ergastolo della Sentenza di Primo grado del Tribunale Militare di Verona n. 43 del 6 giugno» ci comunica l'avvocato Alessandra Pellini del Foro di Massa, difensore di alcune parti civili costituite nel processo per l'eccidio di Mommio del 4 e 5 maggio del 1944.
«La Corte Militare di Appello di Roma, sezione prima, in data 3 dicembre 2014, infatti - prosegue l'avvocato - disponeva l'esecuzione della sentenza di primo grado nei confronti di Karl Stark Wilhelm e confermava la sentenza di primo grado nei confronti di Winkler Hans Geog Karl».
Nei giorni scorsi, seguendo le prime interpretazioni sulla sentenza della Corte di appello avevamo scritto che era rimasta senza colpevoli la strage nazista perpetrata nella località montana di Mommio.
Le precisazioni giunte dall'avvocato Pellini, che in prima persona si occupa nel vedere riconosciuti i diritti dei famigliari delle vittime, fa quindi chiarezza su una vicenda triste che perdura ormai da settantanni.
Il 4 e il 5 maggio del 1944 nella località fivizzanese di Mommio furono uccise spietatamente 22 persone tra i residenti del paese e di quello vicino di Sassalbo.
La strage avvenne a seguito di un vasto rastrellamento contro i partigiani sull'Appennino, ad opera dei paracadutisti della Fallschirm Panzer Division “Hermann Goering”.
Nella piccola frazione di Mommio le case furono bruciate, venne fatta razzia di generi alimentari e bestiame.
Tra coloro che non riuscirono a fuggire in tempo prima dell'arrivo dei tedeschi furono trucidati: Guido Pinelli, Romeo Bianchi, Erminio Babbini, Giuseppe Fiori, Ubaldo e Cesare Lazzerini e Antonio Palmieri.
Marco Landini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
