Proteste
Carrara, cerimonia del tè per presentare l'associazione culturale Giovane Cina
Ai Salotti un pomeriggio suggestivo per l’associazione Arci fondata da alcuni studenti dell’Accademia di Belle Arti
CARRARA. «Quella Cina che non ti aspetti»; forse è proprio così che si può definire in sintesi la deliziosa presentazione della nuova associazione Arci “Giovane Cina” che ieri pomeriggio ha allietato pochi fortunati visitatori dei “Salotti” di Piazza Alberica.
Un'associazione culturale fuori dal comune quella che alcuni studenti cinesi dell'Accademia di Belle Arti cittadina hanno deciso di fondare, e questo per più di una ragione, oltre all'entusiasmo e alla grande voglia di fare questi giovani danno prova di una formidabile competenza artistica e non solo, il loro più grande desiderio è conoscere la cultura italiana e sfatare tanti luoghi comuni su quella cinese.
«Rappresentiamo probabilmente la prima generazione di Cinesi che hanno avuto la possibilità di uscire liberamente dal Paese per studiare e confrontarci con altre culture - afferma la Presidente Huiming Hu - fino a pochi anni fa gli Italiani hanno avuto la possibilità di conoscere soltanto quei Cinesi che emigravano per necessità, spesso provenienti da zone rurali e povere».
Al pensiero di Huiming fanno eco le riflessioni della Vicepresidente Chiara Baldaccini, «Dopo aver studiato lingue dell'estremo oriente all'Università di Venezia ed aver soggiornato per qualche tempo in Cina, sento fortemente la necessità di mostrare ai miei connazionali cosa rappresenti questa plurimillenaria e raffinata cultura».
E, in effetti, se siete abituati a pensare esclusivamente all'equivalenza Cina involtini primavera o manifattura a basso costo, beh allora vi siete persi il 99% di tutto ciò che realmente la Cina rappresenta. Senza contare quell'alfabeto ideogrammatico che, al pari del latino in Occidente, è alla base della gran parte delle lingue asiatiche o le innumerevoli opere d'arte antica, sarebbe stato sufficiente assistere ai piccoli assaggi di cultura con i quali l'associazione ha voluto presentarsi: a partire dai meravigliosi Han fu, gli abiti tradizionali indossati durante una magica cerimonia del té, ovvero Gongfu Cha, letteralmente “té preparato con cura e attenzione”, per proseguire ammirando il Jianzhi, l'intaglio della carta e finire sulle suggestive note dell'ertlu, caratteristico violino a due corde suonato da Xiaoran Bu, studentessa al Conservatorio di La Spezia.
E se l'associazione è nata a Carrara, in poco più di un mese ha già visto l'adesione di moltissimi giovani artisti cinesi residenti in Italia: "Siamo davvero ansiosi di conoscere il mondo e di farci conoscere”, afferma Huiming, tra l'altro recentemente laureatasi in pittura presso il nostro ateneo, “siamo anche estremamente felici di poter approfondire una cultura tanto antica come la vostra, credo che sia importante per ogni civiltà saper costruire il futuro senza dimenticare mai il proprio passato; nello stesso tempo”, conclude, “imparare uno dall'altro, conoscersi e scambiare i propri saperi”.
«È una soddisfazione - ha affermato il Presidente dell'Accademia Simone Caffaz - poter osservare quanto i nostri studenti, oltre ad essere validissimi, siano capaci di portare messaggi tanto positivi». «Bellissimo pomeriggio, ne avevo proprio bisogno! - ha esclamato da parte sua l'Assessore Giovanna Bernardini - ho anche apprezzato molto il discorso della presidente», ha concluso, «culture antiche come la nostra e quella cinese dovrebbero lavorare al fine di non dimenticare quello che sono state, altrimenti il rischio è purtroppo quello di banalizzarci».
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