Il Tirreno

Al mare o in grotta in villa o nel castello ora ti sposi dove vuoi

Al mare o in grotta in villa o nel castello ora ti sposi dove vuoi

La giunta comunale autorizza la celebrazione del rito civile anche al di fuori della Casa comunale. Costi da 500 euro

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MASSA. Non solo a palazzo civico o nelle Stanze del Guglielmi, a Villa Rinchiostra o al Castello Malaspina. Presto ci si potrà sposare, con rito civile ovviamente, all'aria aperta, in spiaggia, in montagna e finanche in una grotta. Purché il luogo prescelto sia sul territorio comunale e inserito in un elenco di location approvate. Le tariffe? 500 euro per i residenti e di 700 euro per i non residenti (e gli sposi non dovranno nulla al concessionario che aderirà all'iniziativa).

La Giunta ha ritenuto di autorizzare la celebrazione di matrimoni civili al di fuori della Casa comunale: in ambiti aperti e naturali, spiagge o parchi, strutture ricettive e edifici di pregio storico, architettonico, ambientale o artistico.

Le location andranno individuate con atto della Giunta comunale a seguito di manifestazione di interesse; dovranno sussistano i requisiti di legge per l'istituzione temporanea di "uno o più uffici dello stato civile presso locali, spazi di proprietà e concessioni private nella disponibilità giuridica del Comune". Presto sarà avviata la procedura per il riconoscimento di questi spazi in stabilimenti balneari, strutture ricettive ed edifici privati aperti al pubblico

Perché possano essere destinati alla celebrazioni di matrimoni devono sussistere dei requisiti. Eccoli: il richiedente deve consentire la disponibilità giuridica, a priori, in comodato gratuito, di un locale/spazio idoneo alla celebrazione del matrimonio davanti all'Ufficiale di stato civile del comune; la richiesta, presentata all'inizio di ogni anno, valevole per almeno tre anni, è sottoposta ad approvazione della Giunta; il locale o lo spazio dovranno essere decorosi e adeguati alla finalità pubblica/istituzionale; dovranno sussistere i requisiti richiesti dalla normativa di legge (Adunanza della Prima Sezione del Consiglio di Stato con parere 196 del 22 gennaio 2014); il comodante dovrà impegnarsi a promuovere turisticamente il Comune, mediante locandine sugli eventi istituzionali del territorio. Lo spazio, aperto o chiuso, per il tempo necessario al rito nuziale dovrà essere sottratto alla fruizione da parte di altri soggetti.

Il Dirigente del settore staff del sindaco dovrà emanare un pubblico avviso aperto ai concessionari di spiagge demaniali, proprietari di parchi, proprietari/gestori di strutture ricettive, di luoghi di pregio storico-ambientale per destinare una porzione dei locali/spazi di cui sono titolari - non inferiore a mq 25 - al rito.

Verrà redatto un elenco dei siti dove celebrare il rito nuziale civile con valore giuridico. L'elenco sarà sottoposto all'approvazione della Giunta comunale e quindi saranno stipulati i relativi contratti di comodato d'uso gratuito per gli spazi concessi.

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di Redazione web