Il Tirreno

AUTOMOBILISTA CARDIOPATICO

Ticket per non allacciare le cinture

Ticket per non allacciare le cinture

Portatore di defibrillatore per riavere l’esonero deve pagare 55 euro

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FIVIZZANO. Un portatore di defibrillatore cardiaco, intende denunciare quanto accadutogli al momento di rinnovare l’esenzione a non allacciare le cinture di sicurezza in auto.

«Sono portatore di defibrillatore cardiaco, un apparecchio che interrompe eventuali fibrillazioni ventricolari che possono essere letali - ci scrive il lettore - mi è scaduto il permesso medico, rilasciato gratuitamente tre anni fa, che mi consentiva di non indossare le cinture di sicurezza in auto. Quindi, per avere spiegazioni su quando potevo presentarmi agli uffici per il rinnovo del permesso, ho telefonato al distretto Asl 1 di Fivizzano, dove ho avuto la sgradita sorpresa che detto esonero mi sarebbe costato qualcosa più di 100 euro. In pratica, prima sarei dovuto andare dal medico di famiglia per la certificazione della patologia di cui sono portatore, certificato che costa circa 50-60 euro. Dopodiché sarei dovuto recarmi presso l’ufficio ticket dell’Asl 1 a Fivizzano per pagare, appunto, il ticket di 55 euro. Solo allora potevo recarmi dall’Ufficiale sanitario per il rinnovo dell’esenzione dall’indossare la cintura di sicurezza. Mai avrei pensato un costo così inadeguato per il tipo di pratica in oggetto, anzi, pensavo che nulla avrei dovuto, così come è stato per la prima volta. Al massimo avrebbero potuto richiedere una marca da bollo da 16 euro da applicare sulla certificazione di esonero. Ovviamente le cose nel tempo cambiano, ma continuare imperterriti a svuotare le tasche del cittadino dovrebbe avere un limite. Non so se sono decisioni regionali o solo delle Asl, ma un qualche organismo che controlli la loro attività amministrativa ci dovrà pur essere. Spero. Ma, visto l’andazzo, mi sa che ognuno cambia ogni giorno le carte in tavola in funzione delle proprie esigenze. Non può essere aderente alla Costituzione questo atteggiamento, tramite il quale si mettono sempre le mani in tasca al cittadino, con modi autoritari che non lasciano scampo a niente e a nessuno, e che, secondo me, si avvicina all’abuso di un potere, naturalmente, legalizzato dall’imposizione delle leggi nazionali e/o regionali».

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