Il Tirreno

Rinviato il processo a Claudio Lalli

L’avvocato accusato di appropriazione indebita nella maxi vertenza delle Poste

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CARRARA. Ancora un rinvio nel processo a carico dell’avvocato Claudio Lalli per appropriazione indebita. L’indisponibilità degli avvocati ha indotto il giudice Fabrizio Garofalo ad aggiornare l’udienza al 17 gennaio prossimo.

La vicenda che ha portato in tribunale (ma nelle vesti di imputato) l’avvocato Lalli, uno dei più noti legalidella città, risale a 7 anni fa ed è legata a una serie di cause di lavoro intentate da lavoratori precari delle Poste Italiane in Sardegna e in Campania. Questi dipendenti, assunti a tempo determinato e poi lasciati a casa, si erano rivolti ai sindacati per ottenere l’assunzione a tempo indeterminato. I sindacati affidarono a Lalli la vertenza davanti al giudice del lavoro e l’avvocato carrarese ottenne vittoria su tutti i fronti: in primo e secondo grado. Ebbene, l’avvocato carrarese è accusato di avere intascato - o meglio trattenuto - in modo indebito una parte dei risarcimenti ottenuti, grazie alla sua assistenza legale, da numerosi clienti. In sostanza sarebbe successo questo: la Banca d’Italia liquidava a Lalli una somma comprendente il risarcimento riconosciuto ai lavoratori e la notula a favore dell’avvocato. Lalli avrebbe però trattenuto somme più alte di quelle inidcate. Da qui le denunce e il processo per apporpriazione indebita.L’avvocato sostenuto di “non aver incassato nessun assegno intestato ai clienti, ma piuttosto di aver trattenuto esclusivamente quanto dovuto per le spese legali, dandone notizia ai clienti con lettera raccomandata e relativa documentazione”.

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