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lo scandalo rifiuti

Inchiesta sulla bancarotta di ErreErre, no del gip all'arresto dell'ex revisore

L'impianto ErreErre a Massa
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L'impianto ErreErre a Massa

Ma la procura di Massa insiste e fa appello per ottenere le misure cautelari

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CARRARA. La procura della Repubblica di Massa, nell’ambito dell’inchiesta su ErreErre, aveva chiesto l’arresto del ragioniere commercialista Cesare Carmassi e l’interdizione dai pubblici uffici per i dotttori commercialisti Giorgio Dell’Amico, Marco Luigi Zoppi e Gianluca Musetti. Richiesta non accolta dal gip, che non ha ritenuto dover applicare misure cautelari nei loro confronti. I quattro sono gli ex revisori dei conti della ErreErre, la società mista (Cermec e Delca) che doveva realizzare l’impianto per trattare i rifiuti del Cermec e fallita nel luglio del 2011. La pm Rossella Soffio muove nei loro confronti l’accusa di bancarotta fraudolenta e ha presentato ricorso al tribunale del riesame di Genova contro la decisione del gip. Il ricorso in sede di appello sarà discusso il 29 dicembre.  Giorgio Dell’Amico, 51 anni, da un anno nominato amministratore unico della Progetto Carrara e presidente del collegio sindacale della Imm, Cesare Carmassi, 52 anni, cavaliere al merito della Repubblica, e Marco Luigi Zoppi svolgono la loro attività anche per il tribunale di Massa nelle vesti di curatori fallimentari, delegati alle vendite nelle procedure fallimentari.

Oltre ai quattro ex revisori, nel nuovo filone di indagini sul caso Cermec-ErreErre sono sotto inchiesta anche Domenico Del Carlo, legale rappresentante di Delca, Roberto Vaira, presidente poi direttore di Cermec, Luciano Bertoneri, presidente di Erre Erre dal 2007 al 2010, Augusto Cardinotti, ex componente del cda di Erre Erre;  Roberto Borghini e Alessandro Nicodemi, entrambi ex membri del consiglio di amministrazione della società e Fausto Giannoni. Rossella Soffio, il sostituto procuratore titolare dell’inchiesta, ipotizza per gli undici il concorso in bancarotta fraudolenta seppur con profili diversi e di diversa gravità; ai sindaci revisori contesta, in particolare, un omesso controllo, una mancata sorveglianza - per chiarire - che avrebbe impedito di evidenziare quanto stava accadendo, quindi di evitare il fallimento.
 

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di Redazione web