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in tribunale

Discarica, multa a Lunigiana Scavi

L’azienda utilizzava l’impianto di Quercia senza autorizzazioni

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AULLA. Condanna sotto forma di una sostanziosa ammenda per Simone Malatesta, titolare della Lunigiana Scavi. L’imprenditore era finito a processo per avere continuato a utilizzare la discarica e l’impianto di macinazione dei rifiuti di “Fornace”, vicino a Quercia, quando le autorizzazioni erano scadute. Una irregolarità costata 3.100 euro (la somma di due sanzioni per due distinte violazioni) più il pagamento delle spese legali. Così ha deciso il giudice Fabrizio Garofalo, riconoscendo valided le tesi dell’accusa.

I fatti risalgono al 2010, quando, alla scadenza delle autorizzazioni, la Provincia (ente competente su questa materia) chiede a Lunigiana Scavi, che gestisce l’impianto per lo stoccaggio di materiali di risulta di edilizia e di terre di scavo, di rinnovare le pratiche. Con nuove prescrizioni, fra cui quella di installare un copertura fissa sull’impianto. Le procedure e gli interventi di adeguamento vanno per le lunghe, durano svariati mesi, durante i quali l’attività della discarica – secondo quanto emerso dai testimoni ascoltati in aula – viene sì rallentata ma non fermata del tutto, come invece doveva essere. In gioco, secondo l’accusa, un rischio ambientale anche se non ben definito, almeno nell’udienza di ieri. La sentenza è stata di attribuzione di responsabilità alla Lunigiana Scavi, quella di avere continuato a utilizzare l’impianto, non solo per lo stoccaggio dei materiali, anche in assenza di autorizzazioni.

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