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Coro di no a Esselunga: «Si compra l’urbanistica»

Coro di no a Esselunga: «Si compra l’urbanistica»

Confesercenti, 5 Stelle e Arancioni contro la variante pro supermercato I commercianti: ogni posto nella grande distribuzione ne cancella 5 nei negozi

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MASSA. Monta la protesta dei commercianti – e non solo – contro l’operazione Esselunga. Dopo il niet di Confcommercio, ecco l’altra associazione del commercio, la Confesercenti a criticare, con durezza, il via libera del consiglio comunale all’ampliamento dell’Esselunga di viale Roma. «Giudizio negativo – conferma il presidente Paolo Arpagaus – e avanti tutta nella battaglia a fianco del piccolo commercio e dei negozi di vicinato». In due parole: «Contro la Grande Distribuzione Organizzata».

Ma contestano anche il Movimento 5 Stelle e gli Arancioni. «Nella prima stesura del Regolamento Urbanistico - attacca Riccardo Ricciardi dei pentastellati – c'era scritto che non sarebbero stati previsti aumenti di volumetrie per gli esercizi di grande distribuzione perché, evidentemente, si era stabilito che la nostra città fosse già satura. Poi Esselunga ha bussato alla porta e ha offerto denaro per ottenere un aumento di volumetria, chiedendo al Consiglio "l'interesse generale e diffuso". Noi pensiamo che l'interesse generale e diffuso non si possa quantificare economicamente. Con questo modus operandi si stabilisce un pericoloso principio per il quale chi ha soldi può comprarsi varianti urbanistiche».

Argomentazioni in qualche modo simili a quelle di Carmen Menchini, della 28 Aprile-Arancioni: «Sembra di trovarci di fronte ad una “compravendita” dell'assetto urbanistico della città, poiché viene richiesto un atto non consentito dal vigente Piano strutturale a fronte di una somma considerevole di denaro. Per questo motivo tale atto pone alcuni pesanti interrogativi. Innanzitutto il fatto che non tutti i soggetti sul mercato hanno la facoltà di proporre al Comune somme di tale entità per assecondare i loro progetti di sviluppo. Si crea quindi una disparità di trattamento tra i piccoli imprenditori o anche i semplici cittadini e le grandi aziende. In secondo luogo si introduce una eccezione che può costituire un precedente. Tale eccezione si rende necessaria perché non è ancora stato approvato il Regolamento Urbanistico. Un regolamento che il Sindaco a dicembre del

2013 dichiarava che sarebbe stato approvato entro il 7 febbraio 2014, e che ancora non ha visto la luce. Difficile anche credere che sia prossima la sua approvazione. Se così fosse infatti non ci sarebbe bisogno di una variante anticipatrice rispetto all'Approvazione del suddetto Regolamento. Né si può credere che l'Amministrazione abbia ritardato l'approvazione del R.U. solo per incassare il milione e centomila euro...».

«Trasformazioni così importanti del piano urbanistico massese – dice a sua volta Paolo Arpagaus, numero uno di Confesercenti – (cioè l’insediamento di ulteriori 1.500 mq di area di vendita nel centro cittadino) non possano essere adottate senza consultare le associazioni imprenditoriali. L’adozione degli strumenti urbanistici rimane l’unico momento in cui si può programmare la futura espansione della rete distributiva e commerciale cittadina. Escludere dalla partecipazione e dal confronto le associazioni imprenditoriali in questa fase significa escludere definitivamente il tessuto imprenditoriale massese dal processo di pianificazione del territorio».

Confesercenti fa rilevare poi che la realizzazione di rotatorie, parcheggi eccetera, che Esselunga sarà chiamata a realizzare a sue spese «sono funzionali sì ma solo al megastore».

«Fatichiamo anche a capire – conclude Arpagaus – la necessità di realizzare sul territorio nuove strutture di vendita di questo tipo. I posti di lavoro nella Gdo sottraggono di almeno cinque volte i posti di lavoro nella piccola impresa del commercio: è questo che vogliamo?» Chi invece si schiera, con entusiasmo, a favore dell’operazione è Stefano Benedetti di Fi: «Il binomio Volpi-Caprotti (patron di Esselunga ndr) sembra ergersi sopra tutti, al di là delle fazioni politiche e nell’esclusivo interesse della popolazione. Il miglioramento del servizio offerto dall'Esselunga non può che andare a vantaggio dei cittadini, soprattutto di coloro che soffrono maggiormente le conseguenze della crisi economica».(c.f.)

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