Attenzione
Confermati 10 anni per Davide Tenerani
Anche per la Corte d’assise d’appello fu omicidio volontario:Jonathan Esposito morì accoltellato durante una rissa
CARRARA. La Corte d'assise d'appello di Genova ha confermato la sentenza di condanna a dieci anni di reclusione per Davide Tenerani, 27 anni, carrarese, accusato di omicidio volontario per la morte di Jonathan Esposito, ucciso in una rissa davanti ad un circolo della Spezia all'alba del 26 febbraio 2011. Esposito aveva 29 anni.
Tenerani era stato condannato nel giugno del 2013 con rito abbreviato per omicidio volontario e per il reato di rissa. Nel corso delle indagini era emerso che Esposito era stato colpito con una coltellata mortale al cuore.
I legali di Tenerani, che attendono le motivazioni della sentenza della Corte d’assise d’appello, hanno annunciato ricorso in Cassazione.
Quando nel giugno del 2013 il giudice del tribunale della Spezia, Diana Brusacà condannò a dieci anni il surfista di Marina di Carrara, «non c'è condanna o denaro che potrà ridarmi mio figlio» aveva commentato Fulvio Esposito, padre di Jonathan, il giovane morto davanti a un circolo in una notte in cui si festeggiava il Carnevale. Una lite, come fu ricostruito dagli inquirenti, e poi tutto era finito nel sangue.
Il pm Maurizio Caporuscio per Tenerani aveva chiesto una condanna a 12 anni, riconoscendo l'attenuante della provocazione. Ipotesi non accettabile, quella della provocazione da parte di Esposito, secondo i due avvocati di parte civile, Luigi Fornaciari Chittoni e Cesare Bruzzi Alieti che rappresentavano, i genitori, la sorella, la moglie e il figlio di Esposito. Tenerani era stato condannato a dieci anni.
«Una condanna integralmente confermata in Corte d’assise d’appello – commenta l’avvocto Luigi Fornaciri Chittoni – anche se non scontata, in quanto il coltello non è mai stato ritrovato. E’ stata confermata anche una provvisionale di 30mila euro per tutti i familiari». In aula a Genova c’erano anche Davide Tenerani e la madre.
Nel processo alla Spezia la difesa di Tenerani, da parte degli avvocati Fabio Sommovigo e Andrea Corradino, aveva sostenuto e sostiene che non è stato Tenerani ad uccidere, che avrebbe solo agitato il coltello durante la rissa davanti al circolo spezzino. La difesa nel corso del dibattimento, aveva sostenuto vari elementi a favore del carrarese: che nell’auto con cui era tornato a casa non c’erano tracce di sangue di Esposito, e che il coltello del delitto, che non è mai stato trovato, avrebbe dovuto lasciare sangue della vittima sugli abiti di Tenerani. Ma secondo le motivazioni della sentenza di primo grado, Tenerani sarebbe stato consapevole della “potenzialità mortale del colpo inferto”. «Davide è convinto di essere innocente. Dai dati contenuti negli atti, secondo noi la condanna non sta in piedi», afferma Sommovigo, spiegando che era stato chiesto il rito abbreviato in quanto i dati relativi alla vicenda raccolti dall’accusa «presentavano lacune». E aggiunge che anche altri elementi avevano indotto la difesa a confidare in un esito positivo del processo a carico di Tenerani.
Così non è stato. La difesa ora attenderà il deposito delle motivazioni della sentenza della Corte d’assise d’appello di Genova, previsti in 90 giorni, e i legali avranno 45 giorni di tempo per presentare ricorso in Cassazione. «Ma di certo lo presenteremo», afferma l’avvocato Sommovigo confermando la linea della difesa contenuta in sessanta pagine per l’appello.
Quella notte di Carnevale del 2013 ha fatto piombare nel dolore e nell’angoscia i familiari di Davide Tenerani per la gravissima accusa e poi per la condanna a dieci anni, ora confermata dopo un’ora di camera di consiglio. E i familiari di Jonathan Esposito che ha perso la vita. «Quando ha sentito la sentenza di Genova – racconta l’avvocato Fornaciari Chittoni - la mamma di Jonathan mi ha abbracciato». Ci sono due mamme, con il cuore spezzato. E la vicenda di due figli che il destino ha fatto incontrare in una notte tragica. Davide resterà libero in attesa della Cassazione. Jonathan non c’è più.(c.car.)
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