Sicurezza
Bancarella, Benelli lascia al timone arriva Tarantola
Cambio della guardia ai vertici del premio letterario simbolo di Pontremoli Il neo presidente: più vigore alla struttura e ai librai per rilanciare il territorio
PONTREMOLI. Cambio al vertice della Fondazione “Città del Libro”, un avvicendamento nella continuità della storia dell’Ente che gestisce i vari Premi Bancarella visto che alla guida della Fondazione si siede dai primi di dicembre Gianni Tarantola, già vice presidente dal 2002, ma è anche un cambio storico visto che lascia l’incarico Giuseppe Benelli, notissimo presidente dell’Ente e che ha legato la sua figura, oltre che al mondo culturale lunigianese in genere, in particolare all’appuntamento letterario del Premio Bancarella.
Insomma al contempo un incarico «prestigioso ma di grande responsabilità» come afferma Tarantola all’indomani della sua nomina al vertice della Fondazione, ma che lo inorgoglisce particolarmente perché la sua storia familiare è da sempre legata al mondo della carta stampata «vivo a Montereggio il paese per antonomasia dei librai» dice con un sorriso. E a proposito del suo avvicendamento con il professor Benelli sottolinea subito come sia «un onore ma anche un impegno che fa tremare i polsi. Aver potuto collaborare gomito a gomito con lui e aver condiviso in questi anni importanti scelte fa sì che oggi possa affrontare questa avventura con ottimismo ed entusiasmo». Un atteggiamento fiducioso, quello del neo presidente, che deve però inevitabilmente scontrarsi con una realtà che vede il mercato del libro in costante calo e con il ruolo dei librai sempre più marginale «non si può che riscontrare che le persone leggono meno e che spesso il libro viene visto come un costoso “gadget”. In questo contesto è difficile invertire la tendenza e riportare la gente a riscoprire il gusto della lettura ma ritengo comunque che i mezzi moderni non possano sostituirsi al supporto cartaceo ma solo integrarlo per indirizzarlo alla lettura. Quindi il nostro compito, per quanto possibile, è di sfruttare gli strumenti elettronici e informatici per far comprendere quanto sia ancora moderno e insostituibile il ruolo del libro nella cultura contemporanea».
E inevitabilmente questa riflessione sul futuro della lettura porta subito l’attenzione sul premio Bancarella che più si rivolge a un pubblico giovanile ovvero il Bancarellino «è fondamentale che questo Premio prenda sempre più forza, perché è il contesto letterario in cui si formano i lettori del domani». Per quanto concerne invece la sezione cucina Tarantola sottolinea come sia «uno dei pochi mercati in cui cresce sia la produzione che la vendita. Ma si tratta soprattutto di ricettari mentre nell’ottica del Premio ricerchiamo principalmente opere letterarie che abbiano affinità col mondo della gastronomia».
Ma per il neopresidente c’è bisogno di dare nuovo vigore all’intera struttura del Bancarella «cercherò di fare in modo che i Premi riprendano energia provando anche a dare nuovi stimoli e impulsi ai librai». Un impegno che si scontra anche con le difficoltà economiche che in questi anni sta vivendo la Fondazione, ma per Tarantola è fondamentale, per il futuro stesso del Premio, rendere il nome del Bancarella più forte «a livello nazionale ma anche provare a esportare questo marchio all’estero. Un impegno difficile, ma non impossibile, che si può provare a creare coinvolgendo le case editrici, creando una rosa di libri di alto valore. Fare in modo, insomma, che il Bancarella sia un luogo centrale della cultura letteraria italiana».
Riccardo Sordi
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