Sicurezza
«Mancano i soldi ? Basterebbe far pagare le cave»
CARRARA. Tutto crolla a Carrara, tutto viene abbandonato: i palazzi, i teatri, i parchi. Eppure i soldi per ristrutturarli e ridarli alla collettività ci sarebbero. «Basterebbe che il Comune...
CARRARA. Tutto crolla a Carrara, tutto viene abbandonato: i palazzi, i teatri, i parchi. Eppure i soldi per ristrutturarli e ridarli alla collettività ci sarebbero. «Basterebbe che il Comune riscuotesse i soldi che gli spettano e tagliasse gli sprechi». A dirlo sono i due consiglieri di opposizione, Francesco De Pasquale, del M5S, e Claudia Bienaimé, eletta nella lista Carrara bene comune, che ieri hanno partecipato alla passeggiata “nei luoghi della distruzione” organizzata dall'assemblea permanente. Entrambi puntano il dito su quei 4 milioni all'anno che potrebbero entrare nella casse comunali se venisse recepita la sentenza della Corte costituzionale del 1995, secondo cui le cave sarebbero di proprietà comunali.
De Pasquale ha consegnato nei giorni scorsi una proposta di delibera per far sì che il Comune recepisca tale sentenza. «Tutto parte nel 1994 – spiega il consigliere – quando venne approvato il regolamento degli agri marmiferi, diventato legge con un emendamento della Regione Toscana. Il governo Berlusconi fece ricorso e allora la Corte costituzionale si pronunciò dicendo che le cave sono di proprietà pubblica. Quindi se invece di svendere un bene comune, incassassimo le risorse entrerebbero circa 4 milioni di euro che potrebbero essere investiti per ristrutturare questi edifici o una parte di essi». Altri 1,7 milioni di euro poi potrebbero essere incassati dalla Porto spa per l'area ex Mediterraneo. L’amministrazione vanta un credito di 1,7 milioni a titolo di esborso in virtù di un vecchio lascito. «Cosa aspetta a chiederli? - commenta Bienaimé – Con quei 1,7 milioni di euro, invece di posticipare il pagamento dell'Imu agli alluvionati, si poteva proprio abolire».(m.c.)
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