Sicurezza
marmettopoli
La Dda chiede l’arresto di altri tre indagati
Il procuratore Panichi ricorre alla corte di Appello per l'agronomo, il geometra e il proprietario del terreno
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CARRARA. Il procuratore della Dda di Genova Federico Panichi ha impugnato l’ordinanza del gip del tribunale del capoluogo ligure sull’indagine del traffico illecito di rifiuti tra le province di Massa Carrara, La Spezia e Pisa. Il pubblico ministero chiede la custodia cautelare per altri tre indagati e precisamente il geometra Andrea D’Imporzano, l’agronomo Andrea Piccini e il titolare del terreno adiacente all’agriturismo Terra di mare che doveva essere trasformato in uliveto, Angelo Petrazzuoli.
Intanto si attendono gli interrogatori delle otto persone colpite da provvedimenti restrittivi. Giancarlo Poggi, 62 anni, che secondo la Dda della procura di Genova tirava le fila del sodalizio, il fratello Giuseppe, 52 anni, e il figlio Riccardo, 36, finiti ai domiciliari con l’accusa di traffico organizzato di rifiuti, si avvarranno della facoltà di non rispondere per dare modo alle difese di organizzare il lavoro. Strategia comune anche all’impresario edile spezzino Giacinto Paladino, 59 anni titolare di una discarica di Arcola.
Più interessante invece la posizione dei quattro autisti della Poggi srl, perché hanno portato la marmettola sui camion della ditta falsificando, secondo l’accusa, le bolle di accompagnamento. Claudio Rossi, 44 anni, Claudio Fabbri, 43 anni, Riccardo Paolini, 38 anni, Carlo Alberto Papi, 57 anni, hanno l’obbligo di dimora e quindi potrebbero rivelare qualcosa in cambio della libertà.
L’indagine in questo momento segna il passo, in vista della decisione della corte d’Appello sulla richiesta delle tre ordinanze di custodia cautelare. Il motivo sottolineato da Panichi è la distruzione delle prove. La decisione dovrebbe arrivare a fine settimana.
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