Il Tirreno

Imprenditore di 63 anni muore davanti al computer dell’ufficio

di Alessandra Vivoli

Bruno Menconi della ditta di abrasivi Plimex era uscito di casa sabato pomeriggio e non era più rientrato. Il fratello è andato a cercarlo in azienda e lo ha trovato alla scrivania, ormai senza vita

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CARRARA. Era tornato in ufficio, di sabato, per lavorare al computer. Doveva essere solo una scappata, nella giornata di chiusura della sua azienda, e ne avrebbe aprofittato anche per controllare se c’erano offerte per la sua barchetta, un gozzo, che aveva messo in vendita on-line.

Era uscito di casa, a Marina, intorno alle 17 e, poco dopo era entrato nel capannone di viale Zaccagna che ospita gli uffici della Plimex, una azienda di abrasivi di cui era titolare insieme al fratello.

Dal pomeriggio di sabato però nessuno aveva visto Bruno Menconi, 63 anni, fare ritorno a casa. E così, passata l’ora di cena, senza una telefonata e con il cellulare che squillava a vuoto, il fratello è corso in ufficio a vedere cosa era successo. E qui, alla scrivania, con ancora il pc acceso, ha trovato il fratello, ormai privo di vita. Erano da poco passate le dieci di sera.

È subito partita la chiamata al 118 e ai carabinieri. Sul posto sono arrivati anche alcuni colleghi di lavoro che, in un primo momenti, si erano allarmati vedendo spostata, e quasi capovolta, una delle scrivanie dell’ufficio. Ma si era trattato, semplicemente, delle manovre necessarie, effettuate dai soccorritori per raggiungere il corpo ormai privo di vita di Bruno Menconi.

La notizia della morte dell’imprenditore si è diffusa già nella tarda serata di sabato, anche perché già prima dell’intervento del fratello, qualcuno aveva notato le luci accese in ufficio e in molti si erano chiesti il motivo, visto che si trattava di un sabato e che era già passata da un pezzo l’ora di cena.

Il fratello del Menconi, cotitolare dell’azienda di abrasivi di famiglia, ha aperto il capannone arrivando quasi di corsa in viale Zaccagna, ma ormai non c’era più nulla da fare. Il decesso sarebbe avvenuto addirittura qualche ora prima del ritrovamento della salma. Il 118 non ha potuto far altro che accertarne la morte e ha poi trasportato il corpo all’obitorio di Carrara.

Si è trattata di una morte per cause naturali: difficile stabilire l’ora esatta in cui sarebbe avvenuta, anche perché non è stato disposto alcun accertamento sulla salma visto che non sono emersi dubbi su come siano andate le cose.

L’ufficio di viale Zaccagna, infatti, era in perfetto ordine. Il computer era ancora acceso, proprio sul sito on line delle imbarcazioni in vendita che il Menconi aveva forse deciso di visitare.

Ai primi soccorritori una volta entrati nel capannone che si trova nell’area artigianale di viale Zaccagna, sembrava quasi che si fosse addormentato: si era accasciato sulla tastiera, senza fare cadere nemmeno una penna e un foglio dalla scrivania.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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