Il dolore
Ma la decisione del consiglio comunale è solo il primo passo verso la variante
La Confcommercio contesta l’operazione Esselunga e il primo via libera del consiglio comunale all’ampliamento del punto vendita su viale Roma. Quel via libera - però - è soltanto un primo step di un...
La Confcommercio contesta l’operazione Esselunga e il primo via libera del consiglio comunale all’ampliamento del punto vendita su viale Roma.
Quel via libera - però - è soltanto un primo step di un complesso percorso che ha un approdo fondamentale nella variante urbanistica.
Esselunga - per ricostruire il percorso - ha chiesto di aumentare la superficie complessiva di vendita da 2.500 euro a 4.000 metri quadrati. Per farlo ha bisogno di una variante, appunto, e una variante, per essere approvata, ha bisogno del riconoscimento di interesse generale e diffuso. Detto in altre parole: se in ballo ci sono miglioramenti per l’intera città, beh allora la variante si può fare. E secondo il consiglio - eccoci nel merito delle contestazioni di Confcommercio - l’interesse generale c’è. Questo perchè l’operazione, per Esselunga, non è a costo zero: la catena milanese mette sul tavolo 1,1 milione di euro per lavori di ristrutturazione della villa della Rinchiostra e del parco. E ulteriori 300mila euro per realizzare 2 rotonde lungo viale Roma. A completare il quadro - e non è un dettaglio - 30 posti di lavoro. Gli ingredienti per l’interesse diffuso, secondo il consiglio, ci sono tutti.
Ma la vera partita si giocherà nella fase B, quella in cui dovrà essere definita nei particolari la variante per l’ampliamento. C’è da scommetterci che, non solo le associazioni, ma anche le opposizioni consigliari faranno sentire la loro voce.
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