Sicurezza
Lancia l’idea: e il paese si autotassa per avere il proprio defibrillatore
Stefano Ropa dopo due decessi avvenuti a Bergiola per arresto cardiaco ha pensato: l’ambulanza ci mette diversi minuti ad arrivare, qua ci vuole un immediato salvavita. Lo inaugurano oggi
CARRARA. Ha fatto il volontario per la Croce verde di Fossola per molti anni. «Ho cominciato che ne avevo 13», racconta Stefano Ropa, che ora ne ha 31 e da un po’ ha sospeso il servizio attivo per dedicarsi maggiormente alla famiglia e al lavoro. «Ho una compagna, una bimba e un altro figlio in arrivo». Ma la sensibilità verso il prossimo gli è rimasta, eccome. Tanto da lanciare un’idea che il paese dove vive, Bergiola, ha subito abbracciato, autotassandosi per acquistare uno strumento salvavita: un defibrillatore. «In ottobre, qui in paese sono decedute due persone per arresti cardiaci. Un episodio è avvenuto un giorno che ero appena uscito di casa per fare footing ed ho sentito gridare da una casa». Era una donna - ha ricordato Ropa – che chiedeva aiuto per un familiare. L’ambulanza è arrivata ma non c’era più nulla da fare. In una piccola comunità dove tutti si conoscono, le nascite e i lutti diventano patrimonio di tutti. E quei due episodi che ha ricordato, lo hanno toccato di più, sicuramente perché gli anni trascorsi a fare il volontario per la Croce verde, hanno mantenuto presente in lui il senso della sofferenza e l’istinto al soccorso.
«Purtroppo Bergiola non ha punti di soccorso, – dice Ropa - Ci sono gli ambulatori medici aperti alcuni giorni la settimana presso la sede della Pubblica assistenza, ma l’ambulanza ci mette diversi minuti per arrivare dalla città. Così mi sono detto: qui ci vuole un defibrillatore».
Stefano Ropa ha radunato la gente del paese, e in un’assemblea il 28 ottobre scorso, ha spiegato la sua idea. E i paesani hanno risposto con entusiasmo. «E’ grazie alla gente di Bergiola se ora abbiamo il defibrillatore. Abbiamo raccolto i soldi, a forza di cinque euro per volta, tutti fatturati, abbiamo raggiunto la cifra necessaria: 890 euro più Iva per l’apparecchio, poi la teca riscaldata per custodire lo strumento in luogo riparato dove c’è il cancello degli ambulatori presso la Pubblica assistenza. In tutto 2.100 euro. Si tratta di un defibrillatore per adulti e per bambini. Può salvare vite umane. La batteria dura cinque anni ed ho già pagato per tre anni di manutenzione annuale».
Sì, gli abitanti di Bergiola, «tutta gente in gamba», hanno subito condiviso quell’idea. Illustrata con il cuore: perché quelle due morti in paese, per arresto cardiaco, hanno “toccato” la sensibilità di Stefano Ropa che ha saputo con semplicità e passione, coinvolgere l’intera frazione montana in questo “dono per tutti”: ciò che può fare la differenza, in minuti cruciali, mentre l’ambulanza arriva.
Il paese si è quindi autotassato, e con quei cinque euro accumulati di giorno in giorno, si è fatto il regalo di Natale. Ognuno può pensare che con i propri cinque euro, ha contribuito a rendere tutti più sicuri.
Peraltro, i defibrillatori sono diventate “presenze” si può dire familiari, nel territorio: ci sono quelli sulle spiagge d’estate presso gli stabilimenti balneari, ci sono quelli per il territorio grazie al progetto Carrarese calcio-Apuafarma. Un altro Dae (defibrillatore automatico esterno), è stato donato a gennaio alla Pubblica Assistenza di Avenza dal cantautore carrarese Renzo Cantarelli.
Il defibrillatore di Bergiola verrà inaugurato stamani sul luogo dove resterà come sentinella per la collettività. «La Croce verde di Fossola con il suo gruppo formatore – spiega Ropa – si è resa disponibile ad insegnare alla gente il suo utilizzo in caso di bisogno. Avevo pensato di collocarlo nella piazza del paese, ma poi c’è stata l’alluvione a Carrara e non ho voluto disturbare il sindaco per fargli questa richiesta. Ma va benissimo dove sono gli ambulatori. L’importante è che ci sia. E c’è grazie alla comunità bergiolese». E sì, infatti sulla “Postazione salvavita” c’è proprio scritto “Cuore di Bergiola”.
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