Sicurezza
L’amaro giro nel “Mondo di mezzo”
Nel “mondo di mezzo” della città del non fare, perché ormai questa è Carrara, le stazioni della via crucis laica anziché diminuire aumentano. Ma è tutta una tattica.
Nel “mondo di mezzo” della città del non fare, perché ormai questa è Carrara, le stazioni della via crucis laica anziché diminuire aumentano. Ma è tutta una tattica. Poco meno di tre anni fa, in occasione del lancio della nuova grafica del “Tirreno”, avevamo promosso una campagna per sensibilizzare l’amministrazione e non solo su quelle che chiamammo le “dieci spine” conficcate nella carne viva della città e che ne frenavano lo sviluppo. Dal Marble Hotel all’ex Mediterraneo, dalla Fornace all’ex Enichem alla Cava dei Poeti e così via. Di quelle spine, solo una è stata tolta (la casa dello studente, aperta), ma altre se ne sono aggiunte drammaticamente. Come il teatro degli Animosi, la cui riapertura a gennaio 2012 sembrava imminente, o l’ex biblioteca comunale inagibile. Nel trionfo delle transenne, al City tour di oggi fra l’altro manca una “perla” come il ponte della Padula, semipericolante da un decennio.
D’altra parte, la tattica ormai è scoperta: si spende per l’effimero (vedi la mostra di Michelangelo per pochi intimi da 126mila euro, o i marciapiedi puzzolenti provvisoriamente definitivi come l’orario scolastico di inizio anno), e si rimandano all’infinito le questioni di forte impatto come Politeama, Animosi, Mediterraneo, Padula ecc.; il motivo, a nostro avviso, è perché un eventuale attivismo negli altri settori non faccia risaltare l’inerzia sui temi decisivi per le casse degli industriali delle cave, i grandi beneficiati dell’immobilismo. Solo per restare all’attualità, il giro d'affari degli smaltitori abusivi di rifiuti arrestati era senz'altro milionario, ma nemmeno lontanamente paragonabile ai rilievi della Finanza nei confronti di una serie di signori del marmo: ad uno solo di questi, come noto, sono stati contestati sessanta milioni di euro di evasione fiscale in cinque anni, l'equivalente di un milione al mese. Al netto della obbligatoria presunzione d'innocenza e della doverosa premessa per cui solo una condanna in giudicato potrà mettere la parola fine su tutte le inchieste aperte, si tratta però di cifre, interessi, affari che avrebbero bisogno di una attenzione feroce da parte della politica, mentre la giunta e il consiglio comunale brillano pervicacemente nel loro “non fare”: non fanno il nuovo regolamento degli agri marmiferi, non fanno pagare il canone di concessione ai beni estimati (cave presunte private sulla base di un editto di oltre 260 anni fa), non rilasciano le nuove concessioni. In attesa della revisione della legge regionale 78-98, ripetono in amministrazione, non si tocca niente: intanto il tempo passa, i signori dell'oro bianco continuano a guadagnare soldi a palate versando le briciole in tasse comunali (e gran parte destinate a pagare la via dei marmi al loro servizio) e la città è allo stremo, devastata dall'ennesima alluvione che potrebbe avere fra le concause proprio l'escavazione selvaggia alle cave. Carrara è un “accampamento di minatori maltenuto”, ripeteva lo speechwriter degli Agnelli, Enrico Nori. Ecco, forse quello di oggi si potrebbe ridefinire “Accampamento tour”, che ne dite?
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