Sicurezza
Esselunga, ora spunta l’ipotesi ricorso
Confcommercio: «Stiamo studiando con un legale come fermare l’ampliamento. Così si uccide un settore già in crisi»
MASSA. Non fa troppi discorsi, non si perde in chiacchiere: Confcommercio va al sodo e di fronte ad Esselunga pronta a conquistarsi nuovi spazi, convoca legali e architetti e li mette intorno ad un tavolo. Con un obbiettivo preciso: «Studiare le modalità per presentare un’ eventuale opposizione al progetto».
Perché - l’associazione ne è convinta - un supermercato più grande significa una botta inferta al settore commerciale, alla piccola e media distribuzione già in forte sofferenza: «In linea di principio, siamo contrari all’espansone incontrollata dei marchi di grande distribuzione che, in molti casi, ha decretato, di fatto, la fine di centinaia di piccole attività. Nel caso specifico di Massa - scendono dal generale al particolare - c’è da rimarcare come la decisione del consiglio comunale (e si riferiscono all’atto con cui è stato riconosciuto l’interesse generale e diffuso all’operazione Esselunga ndr) vada a creare un pericolosissimo - così lo definiscono - precedente che potrebbe fungere da apripista per altri marchi di grande distribuzione intenzionati, a loro volta, ad ampliare la propria superficie di vendita. E ogni riferimento a Carrefour non è casuale. Non possiamo non essere d’accordo - spiegano dall’associazione - con alcuni consiglieri quando sostengono che in questo modo si lede il principio di equità nel mondo del commercio». La tesi, dunque, è quella sposata dall’opposizione: tu concedi ad Esselunga e non puoi sottrarti dal dire “va bene” anche ad altri.
L’associazione non ha dubbi: se a motivare il sì all’ampliamanto è il fatto che la catena milanese possa garantire, in cambio di una variante, importanti investimenti sul territorio, beh allora si tratta di un premio a chi ha potenziali di spesa alti. A danno dei più deboli: «Partendo dal concetto - e questa è la premessa di Confcommercio - che già di per sè la piccola e media impresa sia svantaggiata rispetto alla grande, con il sì ad Esselunga, il Comune fa passare l’idea che ad un privato, con importanti disponibilità economiche, tali da investire sul territorio anche per questioni pubbliche come la ristrutturazione di edifici storici o la realizzazione di rotatorie, sia concesso tutto». Se queste sono le condizioni - l’associazione tira le conclusioni - un commerciante non può reggere il confronto, gioca la “partita”, ma ad armi impari.
Mercato e concorrenza sono due argomenti, a cui l’associazione di via Chiesa ne aggiunge un terzo, la fragilità idrogeologica del territorio: «Tante belle parole - è l’esordio - e tanti impegni nei giorni di maltempo, ma oggi ci ritroviamo di fronte a una decisione del consiglio che va in direzione opposta, favorendo nuove colate di cemento».
Qualche dubbio anche sul carico veicolare nell’area di viale Roma dove insiste il punto vendita Esselunga: «L’ampliamento sarà realizzato in una zona ad elevata densità abitativa: il presumibile incremento di clientela produrrà anche un aumento del traffico veicolare, facendo crescere di conseguenza il livello di insalubrità: insomma, ciò che verrà dato al territorio da questo progetto - è secca la chiusura - sarà nettamente inferiore alle ricadute negative». Ecco quindi Confcommercio alla ricerca di una via - anche legale - per opporsi all’operazione Esselunga.
Chiara Sillicani
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