Attenzione
Una tela del Seicento fa più ricca la città
La recuperata “Natività a lume di candela” attribuita a Domenico Fiasella da oggi esposta al museo diocesano
MASSA. Viene inaugurata oggi alle 16 al Museo Diocesano, in via Alberica, la mostra «La Natività a lume di candela. Storia di un dipinto e della sua città». È un itinerario storico-artistico che, partendo dalla tela, attribuita al pittore sarzanese Domenico Fiasella, racconta ai visitatori quasi 400 anni di storia della città. Il senso e la filosofia dell’allestimento, sono stati presentati ieri pomeriggio, nella conferenza stampa che ha «rivelato» in anteprima dati storico-archivistici poco noti, collegati al prezioso quadro. «Il restauro – hanno spiegato Elena Scaravella e Barbara Sisti, curatrici del Museo – è stato affidato a Francesca Gatti, sotto la direzione della Soprintendenza di Lucca, nella persona di Claudio Casini, ed ha riportato alla luce la bellezza dell’opera, permettendo di rileggere, da una prospettiva diversa, alcuni momenti fondamentali della vita di Massa». Si deve al giovane studioso massese Andrea Ginocchi, il lavoro archivistico, che ha ricostruito la storia del quadro, attraverso i secoli: dall’originaria collocazione, nel Seicento, in un altare laterale dell’antica Pieve di San Pietro, in piazza Aranci, fino alla sistemazione, dopo l’abbattimento della stessa, per volere del governo Baciocchi, nell’oratorio dei Servi in via Palestro. Anche l’Università di Pisa partecipata all’iniziativa. La professoressa di Museologia e Museografia, Antonella Gioli, ha illustrato i dettagli della collaborazione.
«Abbiamo realizzato un documentario che racconta la storia del dipinto e della sua città, secondo il linguaggio audiovisivo, unendo rigore scientifico alla più moderne tecniche di ricerca visuale. È prodotto da “La vita delle opere: dalle fonti al digitale”, un progetto pilota sostenuto dal Miur». Presente alla conferenza stampa il direttore del Museo don Luca Franceschini ha ribadito l’importanza per la città di Massa di una mostra così originale. «Sono in esposizione – ha rilevato il sacerdote - anche documenti di archivio, rari e preziosi, che gli studiosi ben conoscono e che, spesso, il grande pubblico ignora». Oltre al quadro si potranno ammirare manoscritti, riproduzioni, disegni e progetti che sono venuti alla luce nel corso delle ricerche. «Un ringraziamento speciale va alle donne della Fidapa – ha detto Scaravella – che hanno contribuito alla realizzazione dell’iniziativa: grazie a loro è stato possibile assicurare i documenti che abbiamo in esposizione». La mostra resterà aperta fino al 15 marzo.
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