Il Tirreno

«Da 3 mesi senza lavoro e senza stipendio»

«Da 3 mesi senza lavoro e senza stipendio»

Un’altra fumata nera fra Nca e l’operaio licenziato: nessuna conciliazione, deciderà il giudice

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CARRARA. Tre mesi senza lavoro. Tre mesi senza stipendio (neppure quello da cassa integrato che percepiva da tre anni) con due figli, Samuel di 2 - che ieri era in tribunale a sostenere il papà, con alcuni colleghi operai - e Michael di 14 anni: Il mutuo da pagare e i lavori alla casa fermi. Tre mesi con una certezza: «che quel licenziamento è ingiusto, se devo lasciare il cantiere me lo deve dire il magistrato». È questo il fattore umano, quello che c’è dietro alla causa di lavoro che vede da una parte il gruista 36enne Giovanni Di Maria, dall’altra i Nuovi Cantieri Apuania. L’azienda che tre mesi fa ha licenziato in tronco il suo dipendente per "aver svolto in maniera intensa e partecipata l'attività di sindacalista ed esponente della Rsu". Giovanni Di Maria, di fronte al licenziamento, sostenuto dalla Uil a cui è iscritto, ha bussato alle porte del giudice del lavoro e ha chiesto di essere reintegrato. Ma l’azienda sembra proprio non volerne sapere e anche nell’ultima udienza, davanti al giudice Agostini, ha avanzato un’offerta economica. Chiudendo però la porta ad un reintegro al lavoro. Le posizioni, quindi, continuano ad essere distanti: il giudice ha rinviato tutto al prossimo 22 dicembre. A tre giorni da Natale. Un Natale particolare per Giovanni (Gianni) Di Maria, la moglie Patrizia e i due figli. «Ma non sono certo le feste a preoccuparmi - dice Gianni - io penso al futuro ed è quello che mi fa paura». Una vicenda complessa che comincia l’estate scorsa con quattro licenziamenti, 2 per i guardiani e 2 a carico di operai. Ad un guardiano si contestava di aver fatto entrare in azienda i giornalisti, ad un secondo di aver parcheggiato davanti al passo carrabile per l'accesso ai cantieri. Agli altri due, invece, l'azienda contestava di aver denunciato pubblicamente la mancanza di sicurezza sul luogo del lavoro. Uno dei guardiani, dopo due giorni di sospensione, è stato reintegrato, l'altro ha usufruito della mobilità. Nca avrebbe preteso dagli operai una sorta di ammissione di colpa per il reintegro ma Di Maria si era tirato indietro. Ora deciderà il giudice.

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