Gioco
Scandalo rifiuti a Massa Carrara, avvisi di garanzia a quattro noti professionisti
Aperto un nuovo filone della maxi inchiesta su Erre Erre: indagati i membri del collegio dei sindaci revisori
MASSA C’è un nuovo capitolo della vicenda Cermec. Un capitolo che riguarda il buco milionario e il fallimento della controllata (al 50% dallo stesso Cermec e per il restante 50% dalla Delca) ErreErre.
L’impianto di ErreErre è quello con cui la provincia avrebbe dovuto chiudere il ciclo dei rifiuti:dal residuo solido alle bricchette. Una vicenda finita in tribunale con un maxi processo e tre tronconi d’indagine. Ora sul registro degli indagati finiscono i nomi dei professionisti: i sindaci del collegio revisori della società
Si tratta dei commercialisti Cesare Carmassi, Marco Luigi Zoppi, Giorgio Dell’Amico e Gianluca Musetti. La vicenda prende le mosse dal dissesto finanziario di Cermec approdato al concordato preventivo e al fallimento della stessa ErreErre. I professionisti sarebbero finiti nel registro degli indagati (l’indagine è condotta dalla dottoressa Rossella Soffio) per non aver vigilato con la dovuta competenza e attenzione sugli atti degli amministratori, non impedendo così la bancarotta fraudolenta.
Sulla vicenda interviene, a livello politico, il rappresentante della Destra Gianni Musetti. «Finalmente - scrive il segretario La Destra in Forza Italia - sono state notificati gli avvisi di Garanzia ai revisori della Errerre, così come avevo auspicato anche in Consiglio Comunale a suo tempo. Ora però anche la politica deve fare la sua parte chiedendo le dimissioni da ogni incarico pubblico agli indagati. È il caso, più palese, di Dell’Amico, prima revisore dei conti alla ErreErre e oggi presidente della Progetto Carrara. Chi è indagato deve avere il buon senso di non ricoprire incarichi pubblici e la politica, in questo caso il consiglio comunale, deve pretendere di avere amministratori liberi da ogni sospetto. È per questo che chiedo al Sindaco di pretendere le dimissioni di Dell’Amico e di accertarsi che gli altri indagati non ricoprono ne oggi ne domani, fino a quando non saranno giudicati, altri incarichi di pubblica utilità».
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