La manifestazione
Carrara, morì sotto il camion che stava riparando: svolta nel processo
Sotto accusa un dipendente dell’officina, ma il responsabile potrebbe essere un altro Il meccanico, 43 anni, era stato schiacciato dal tir durante un lavoro ai freni
CARRARA. È morto sul lavoro a 43 anni, il 6 giugno di tre anni fa, mentre stava cambiando le pasticche dei freni a un semirimorchio, dentro al capannone della Cargoline srl in viale Zaccagna.
Il meccanico romeno, padre di due figli piccoli, Gheorghe Peteleu, era stato schiacciato dalle ruote del pesante mezzo sotto al quale stava ultimando il lavoro. Il camion gli era passato sopra con il terzo assale posteriore delle ruote. La morte è avvenuta per schiacciamento toraco-addominale.
Per il tragico infortunio è finito sotto processo, con l’accusa di omicidio colposo, uno dei dipendenti della ditta, Guido Giorgi (assistito dall’avvocato Aldo Niccolini).
Ma, nell’ultima udienza, davanti al giudice Garofalo, c’è stato un colpo di scena: su richiesta del pubblico ministero e della parte civile, il giudice ha deciso si sentire, ai sensi dell’articolo 210 un altro dipendente dell’autofficina Lino Fiorini. Essendo emersi nei suoi confronti, nel corso del dibattimento, elementi rilevanti di responsabilità per il fatto per il quale si procede.
In tribunale è stato ascoltato il perito della parte civile l’ingegner Giovanni Bargagli Stoffi, che, ricostruendo l’incidente, ha ricordato che il meccanico non doveva stare sotto al mezzo, ma nell’apposita buca di cui devono essere dotate le officine. E che il camion non doveva essere acceso durante l’operazione di sostituzione delle pasticche dei freni perchè questo avrebbe potuto provocare dei movimenti del mezzo, proprio come è successo nel corso dell’incidente costato la vita al meccanico.
Insomma tutta una serie di norme per la sicurezza che, secondo il consulente della parte civile, sarebbero state disattese.
Sulla stessa linea anche la deposizione del consulente tecnico della Procura, ingegner Chiara Ceccarelli, che ha ricostruito la dinamica dei fatti e ribadito le norme di sicurezza necessarie.
Il processo si è poi incardinato sulla responsabilità di chi aveva l’onere di organizzare l’intervento sul camion, secondo le regole di sicurezza. E, stando a quanto emerso dalle varie deposizioni testimoniali, sarebbe emerso che la figura di riferimento non sarebbe stata quella del Giorgi ma quella di Lino Fiorini, che quindi verrà sentito con un avvocato difensore.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
