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Massa, via libera del consiglio comunale all'ampliamento di Esselunga

L'Esselunga di viale Roma a Massa
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L'Esselunga di viale Roma a Massa

Battaglia in aula ma la maggioranza la delibera della giunta: arriveranno soldi per ristrutturare villa Rinchiostra e per realizzare il Palasport

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MASSA La maggioranza porta a casa il risultato: il primo via libera all’ampliamento di Esselunga c’è. Con 24 voti (la maggioranza, ma anche Caruso, Benedetti e Incoronato) e 4 no, il consiglio comunale riconosce che l’operazione è motivata dall’interesse diffuso e generale.

Perché - e qui sta il nocciolo - è solo a seguito di quel riconoscimento che si può aprire la fase B con la stesura di una variante anticipatrice che permetta alla catena milanese di acquisire altri 1.500 metri quadrati da destinare alla vendita. Risultato, dunque, per la maggioranza, ma sudato. Perchè l’opposizione non lascia passare una virgola. Per gli Arancioni - a prendere la parola è Fabrizio Brizzi - l’operazione Esselunga costituisce «un precedente», un apripista e non a caso «il sindaco in commissione ha riconosciuto che non si potrebbe negare senza “se” e senza “ma” un ampliamento anche a Carrefour.

chiarezza - insiste - su un’altra possibile perequazione». Un’operazione che - per Riccardo Ricciardi (M5S) - parte da un presupposto di mancata equità: «Se la premessa è che Esselunga può offrire molto beh, non credo che un commerciante possa giocare ad armi pari». Potrebbe, invece, un colosso come Carrefour che di atti non ne ha mai ufficializzati, ma certo guarda con attenzione alle scelte che si concretizzano nell’aula consiliare di Massa.

Ma Ricciardi va oltre e contesta l’ipotesi di una variante in contrasto «con la prima stesura del regolamento urbanistico che riconosceva una saturazione del mercato e diceva “no” all’ampliamento della grande distribuzione». Certo Esselunga mette sul tavolo numeri non da poco, quelli che ribadisce anche al Tirreno: «Trenta nuovi posti di lavoro (la richiesta, anche della maggioranza, è che le assunzioni siano fatte attraverso i centri per l’impiego ndr), 2 rotatorie per 300mila euro lungo viale Roma, 1 milione e 100mila euro per il restauro della Villa della Rinchiostra, un parcheggio con due piani interrati per un totale di 850 posti (ora sono 372)». Non solo, la Villata, società immobiliare del gruppo, acquista anche il terreno di proprietà comunale (ora adibito a parcheggio e in affitto alla catena milanese) per 900mila euro.

Senza dimenticare gli oltre 3 milioni di oneri di urbanizzazione. Ma anche sulle carte che gioca Esselunga, l’opposizione avanza qualche perplessità. E chiede - Stefano Caruso (Ncd) lo ribadisce - progetti e dati su Richiostra e chiarezza sui contenuti della relazione tecnica allegata alla delibera in approvazione. «Perchè - rincara Brizzi- su quella relazione si parla di un impegno a realizzare le rotonde per una spesa massima di 300mila euro. E - il quesito è conseguente - se le opere costassero di più, chi dovrebbe pagarle? Non solo - aggiunge - ma non possiamo escludere che nella nuova superficie Esselunga non apra attività (la profumeria, ad esempio), che possano ledere al tessuto commerciale cittadino».

E a chiudere le contestazioni c’è il palazzetto, quel Pala Esselunga che le norme impediscono di fare in perequazione: tu ti allarghi, ma realizzi l’impianto. C’è da scommettere che, anche sulla variante, l’ultimo vero via libera, e sull’utilizzo degli oneri di urbanizzazione, l’opposizione darà battaglia.

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