Il Tirreno

Alluvione, 5 nomi sul tavolo della Procura

di Alessandra Vivoli
Alluvione, 5 nomi sul tavolo della Procura

Le posizioni sotto la lente sono quelle dei progettisti, ci vorranno ancora tre giorni per le iscrizioni al registro degli indagati

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CARRARA. Cinque nomi sul tavolo della Procura. E una relazione di tre pagine, un sunto, che i super consulenti Raffaello Bartelletti, Giovanni Menduni e Andrea Biagiotti, hanno consegnato al procuratore capo Aldo Giubilaro e al sostituto Vito Bertoni. Per la relazione finale, quella che dovrebbe coincidere con la chiusura delle indagini ci sarà da attendere fino a metà gennaio. Ma intanto ci sono queste tre pagine che dovranno portare, a inizio settimana, alle prime iscrizioni sul registro degli indagati. Quelle, per intenderci legate agli accertamenti irripetibili sull’argine e sui lavori lungo il fiume che il 5 novembre scorso è esondato, mandando sott’acqua Marina di Carrara.

La Procura sceglie la strada del tatticismo che, in una fase così delicata delle indagini, ha un significato preciso. In sostanza si prende tempo per studiare meglio le carte, per evitare che le iscrizioni sul registro degli indagati possano poi pregiudicare, in un secondo momento il ruolo, testimoniale, di chi è coinvolto (o sarà coinvolto) nelle indagini.

Perché, è bene ribadirlo, anche in caso di stralcio le persone finite nel registro degli indagati, non possono poi essere sentite come testimoni, solo a prescrizione avvenuta.

Ecco perché la Procura, pur avendo dato una importante accelerazione all’inchiesta, non vuole giocare male le sue carte. Ed è per questo che è stata fatta la richiesta ufficiale ai periti di inviare un sunto in procura: un modus operandi insolito, visto che di solito ai consulenti non si chiede di intervenire in fase interlocutoria, ma questa volta legato proprio alla volontà di procedere agli accertamenti irripetibili sui brandelli del muro crollato.

E proprio il lavoro extra dei periti - finito nelle tre pagine sul tavolo del procuratore capo - è andato un po’ oltre come tempi: e questo è legato al fatto che uno dei tre consulenti, l’ingegner Andrea Biagiotti, è rientrato proprio nei giorni scorsi dall’estero, dove si trovava per motivi di lavoro.

Adesso i tempi diventano davvero più stretti. Ma con la ponderatezza da parte della Procura di iscrivere nel registro degli indagati nomi e persone che non dovranno poi essere risentiti come testi.

Il cerchio si stringe sui progettisti dei lavori nel tratto di argine crollato. In particolare su due di loro. Ma anche su altre posizioni (da quanto trapela sarebbero altre tre, altri tre nomi), per quel che riguarda invece l’esecuzione dei lavori stessi, su cui si stanno facendo le ultime verifiche. Tutto questo prima di lunedì il giorno in cui è fissata l’iscrizione al registro degli indagati per le posizioni attualmente al vaglio della Procura. E data in cui dovrebbero partire gli accertamenti irripetibili destinati a dare una svolta all’indagine stessa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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