Il Tirreno

Aiuto, come pago la tredicesima? E le aziende chiedono alle banche

Sempre più artigiani costretti ad indebitarsi per assicurare la busta paga ai dipendenti E ci sono imprese che il doppio stipendio lo spalmano su più mesi per evitare di chiedere prestiti

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MASSA CARRARA. In tempi in cui conti anche gli spiccioli, la tredicesima è una delle poche - forse l’unica - boccata d’ossigeno per molti. Eppure sono tanti quelli che non la prenderanno e tanti quelli che se la ritroveranno “spalmata” in più mesi. Vita dura per i lavoratori, ma anche per le aziende che spesso, per garantire un Natale sereno ai propri dipendenti, sono costrette a bussare alle porte delle banche. E la conferma arriva da Cna (la confederazione degli artigiani). Per 8 imprese su 10 garantire il doppio dello stipendio ai dipendenti sarà uno sforzo enorme: quasi la metà dovrà ricorrere all’aiuto delle banche. Il 15% non riuscirà a versarla in tempo mentre.

Sono i risultati di unindagine di Cna, appunto, in occasione dell’assemblea generale annuale in programma domani a partire dalle ore 9.30, nella sala consigliare del Comune di Aulla a cui parteciperanno, oltre ai vertici dell’associazione, il sottosegretario di Stato e Giustizia, Cosimo Ferri, la deputata Martina Nardi e il Presidente della Camera di Commercio di Massa Carrara, Dino Sodini.

«Gli artigiani - spiega Paolo Bedini, presidente provinciale Cna - faranno di tutto per pagare, nei tempi, la tredicesima ai dipendenti. Lo faranno anche a costo di ricorrere ad un prestito e di utilizzare, se necessario, la propria liquidità ma non toglieranno mai il sorriso a chi per 365 giorni l’anno permette all’azienda di andare avanti. Nelle piccole imprese artigiane remiamo tutti nella stessa direzione». Nonostante una sofferenza prolungata che ha visto il comparto perdere nei primi sei mese il 5,6% di fatturato, una piccola parte di imprese (il 10% secondo l’indagine di Cna) ha “suddiviso” l’importo della tredicesima in più trances iniziando a pagarla ai dipendenti già a partire da settembre e spalmandola fino a dicembre.

«Le imprese che avevano la forza hanno fatto una scelta chiara: evitare di ricorrere alle banche per risparmiare interessi e burocrazia mettendo a disposizione dei propri dipendenti in anticipo una parte di quanto avrebbero dovuto ricevere in una volta sola».

A fianco dei fortunati che hanno potuto prendere questa direzione e dei loro dipendenti ci sono però una parte consistente della popolazione di imprese che dovranno faticare, e non poco, per mantenere gli impegni: «Le imprese devono fare i conti con pagamenti in ritardo e far fronte ad una miriade di scadenze fiscali tra Irpef, Imu, Tasi, Tari e compagnia bella. Per non parlare dei costi della burocrazia che erodono la liquidità delle imprese».

Dal sondaggio emerge, infine, che una parte delle imprese “teme di non riuscire a versare la tredicesima nelle tempistiche stabilite”: «È il venire meno ad un impegno con i propri dipendenti e colleghi - puntualizza Bedini - che fa più male ad un piccolo imprenditore».

Il piatto, dal punto di vista dell’occupazione, continua però a piangere: nel 2013 gli occupati nel settore dell’artigianato sono calati del 6,7% contro una media regionale del 3,4%.

«Malgrado ciò - conclude Bedini - il 22% degli occupati lavorano nelle aziende artigiane. L’assemblea sarà un'altra occasione per sottolineare, ai rappresentanti a Roma del nostro territorio, le difficoltà del nostro mondo perso tra burocrazia, pressione fiscale, l'assenza di strumenti urbanistici e di investimenti sul fronte delle energie rinnovabili e delle infrastrutture di collegamento. Parlano di futuro e di Europa, ma siamo ancora fermi alla preistoria».

L’appuntamento dunque per approfondire il tema è per domani mattina alle 9,30 nella sala consiliare del Comune di Aulla.

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