Trasporti
Grassi a Renzi: devasterà i piccoli Comuni
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FIVIZZANO. Dopo il provocatorio annuncio di voler trasferire la sede comunale nella frazione di Sassalbo, il sindaco Paolo Grassi ha scritto al presidente Renzi e a vari ministri del Governo per manifestare il proprio disappunto sul decreto ministeriale in materia di Imu sui terreni agricoli.
«Si apprende – scrive Grassi nella lettera - che il taglio per il Comune di Fivizzano, ente con circa 8.100 abitanti, distinto in oltre 90 frazioni montane, con un territorio esteso per circa 180 chilometri quadrati, ammonta a complessivi 116 mila 530,24 euro imputate al fondo di solidarietà comunale».
E qui il sindaco chiede «su quali basi e con quale criterio sia stato determinato tale importo: in quanto Comune prevalentemente montano, i terreni esenti ai fini dell'applicazione dell'Imu erano già quelli agricoli, o non coltivati ma condotti da coltivatori diretti o Iacp, pertanto terreni cosiddetti “incolti” erano già soggetti a Imu».
Qui la specifica domanda che ne consegue è «pertanto a fronte di quale aumento di gettito stimato è stato determinato il taglio? - aggiungendo che - l'ente non ha strumenti di verifica e a prima vista appare assai elevato».
Altre domande sono poi «il gettito Imu sui terreni agricoli aumenterà di tale importo? - e ancora - qualora ciò non accadesse ( e come evidenziato probabilmente non accadrà) quali garanzie vengono offerte all'ente».
Dopo le domande la considerazione del primo cittadino «per il momento queste domande non hanno risposta e gli effetti che potrebbero derivare da un eventuale ammanco di gettito potrebbero essere devastanti per il bilancio di un comune così piccolo».
Dopo un'analisi tecnica sugli effetti di tale manovra il sindaco chiude sostenendo «è inaccettabile il comportamento di uno Stato che impone, senza nessun confronto e senza preventiva informazione, scelte così pesanti ai Comuni che non rappresentano altro che il tessuto di base della nostra società».
Infine la richiesta «vista l'impossibilità di una completa abrogazione del decreto in esame, considerato che dall'operazione di presume ottenere 350 milioni di euro che già sono stati impegnati per il 2004 a copertura parziale del bonus di 80 euro a questo punto non più negoziabili, chiediamo formalmente al Governo di trovare rapidamente una soluzione in modo da riequilibrare e rendere più equa l'applicazione del tributo sui terreni agricoli sia nei confronti dei contribuenti che dei Comuni veri e propri finanziatori delle politiche fiscali degli ultimi anni».
Marco Landini
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