La manifestazione
E' crisi, tredicesima con il contagocce
Il 40% delle imprese chiede aiuto alle banche per pagarla ai dipendenti. E qualche azienda la "spalma" in più mesi
MASSA. Tredicesima in anticipo sotto l’Albero di Natale. Solo un artigiano su dieci in Provincia avrà questa fortuna. Per 8 imprese su 10 garantire il doppio dello stipendio ai dipendenti sarà uno sforzo enorme: quasi la metà dovrà ricorrere all’aiuto delle banche. Il 15% non riuscirà a versarla in tempo.
Sono i risultati di un’indagine di Cna Massa Carrara che, condotta alla vigilia delle festività, ha voluto misurare la capacità delle imprese di assicurare ai propri dipendenti-occupati la tredicesima alla fine di un anno molto difficile. “Gli artigiani – spiega Paolo Bedini, Presidente Provinciale Cna - faranno di tutto per pagare, nei tempi, la tredicesima ai propri dipendenti. Lo faranno anche a costo di ricorrere ad un prestito e di utilizzare, se necessario, la propria liquidità ma non toglieranno mai il sorriso a chi per 365 giorni l’anno permette all’azienda di andare avanti. Nelle piccole imprese artigiane siamo tutti sulla stessa barca: remiamo nella stessa direzione”.
Nonostante una sofferenza prolungata che ha visto il comparto perdere nei primi sei mese il 5,6% di fatturato (fonte Istituto di Studi e Ricerche della Camera di Commercio) una piccola parte di imprese (il 10% secondo l’indagine di Cna) ha “suddiviso” l’importo della tredicesima in più trances iniziando a pagarla ai dipendenti già a partire da settembre e spalmandola fino a dicembre. “Le imprese che avevano la forza hanno fatto una scelta chiara: evitare di ricorrere alle banche per risparmiare interessi e burocrazia mettendo a disposizione dei propri dipendenti in anticipo una parte di quanto avrebbero dovuto ricevere in una volta sola”. A fianco dei fortunati che hanno potuto prendere questa direzione e dei loro dipendenti ci sono però una parte consistente della popolazione di imprese che dovranno faticare, e non poco, per mantenere gli impegni: “Le imprese devono fare i conti con pagamenti in ritardo e far fronte ad una miriade di scadenze fiscali tra Irpef, Imu, Tasi, Tari e compagnia bella. Per non parlare dei costi della burocrazia che erodono la liquidità delle imprese”.
Dal sondaggio emerge, infine, che una parte delle imprese “teme di non riuscire a versare la tredicesima nelle tempistiche stabilite”: “è il venire meno ad un impegno con i propri dipendenti -colleghi – puntualizza Bedini - che fa più male ad un piccolo imprenditore”. Il piatto, dal punto di vista dell’occupazione, continua però a piangere: nel 2013 gli occupati nel settore dell’artigianato sono calati del 6,7% contro una media regionale del 3,4%. “Malgrado ciò – conclude Bedini – il 22% degli occupati lavorano nelle aziende artigiane. L’assemblea sarà un’altra occasione per sottolineare, ai rappresentanti a Roma del nostro territorio, le difficoltà del nostro mondo perso tra burocrazia, pressione fiscale, l’assenza di strumenti urbanistici e di investimenti sul fronte delle energie rinnovabili e delle infrastrutture di collegamento. Parlano di futuro e di Europa, ma siamo ancora fermi alla preistoria”.
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