Il Tirreno

L'Inchiesta

Traffico di marmettola, Confindustria: "Nessun rapporto con Sirmi, le nostre aziende utilizzano la discarica autorizzata di Montignoso"

di Manuela D'Angelo
Si mettono i sigilli all'impianto della Sirmi
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Si mettono i sigilli all'impianto della Sirmi

L'inchiesta ha portato all'arresto di una famiglia di imprenditori, indagati anche gli autisti

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CARRARA. "Confindustria non ha mai avuto nessun tipo di rapporto con la Sirmi srl. La nostra marmettola finisce tutta a Cava Fornace". Così il Direttore dell’Associazione industriali di Massa Carrara Andrea Balestri, che a seguito dell’ennesimo scandalo sui rifiuti, definisce i contatti tra imprenditori del marmo e Cava Fornace. Nello specifico, la marmettola prelevata dalle segherie della provincia di Massa Carrara finisce tutta nella discarica di Montignoso, gestita dalla Progetto Ambiente, una srl controllata in parte da una municipalizzata del comune di Prato.

All’interno del settore il mercato è libero e i prezzi possono variare, tanto che, nel giro di sette anni, Cava Fornace ha aumentato il costo del conferimento della marmettola da sei euro a tonnellata a 30 euro a tonnellata, dato degli ultimi mesi. Nei due anni in cui la Sirmi, società finita nel mirino delle indagini del Noe di Firenze, ha prelevato marmettola senza conferirla a Cava Fornace, il costo a tonnellata era di circa 18 euro, senza il trasporto del rifiuto, che gli imprenditori del marmo pagano a parte.

La Sirmi prelevava marmettola per 16 euro a tonnellata: “Non da noi associati- ribadisce Balestri; Confindustria, proprio per evitare problemi di conferimento, ha sempre trattato solo con Cava Fornace, nonostante l’aumento esponenziale dei prezzi e la concorrenza di altre discariche del nord Italia. Sirmi non so neanche chi sia”. Nel giro di due anni, secondo i calcoli dei carabinieri, Sirmi avrebbe prelevato e smaltito illecitamente circa 70 mila tonnellate di marmettola che, se fossero finite dentro Cava Fornace, avrebbero fruttato un introito pari a 2,3 milioni di euro (un calcolo approssimativo che naturalmente non tiene conto degli accordi in convenzione tra privato e comune, nel pagamento delle royalties).

“Noi non abbiamo intermediari- spiega ancora il direttore dell’associazione degli industriali di Massa Carrara Andrea Balestri- i nostri soci, si parla di circa una decina di segherie, trattano la marmettola in loco e poi la trasportano a Cava Fornace, secondo precisi accordi e programmi. Cava Fornace sa in ogni momento quante tonnellate le devono arrivare e da quale segheria”. Nel 2013 ad esempio sono state conferite oltre 46 mila tonnellate di marmettola a Cava Fornace e 24 mila nei primi sei mesi del 2014.

La marmettola rimane per Cava Fornace il rifiuto più economico da conferire, visto che altri codici si pagano dagli 80 ai 160 euro a tonnellata, ma sta diventando quasi merce “rara”, perché quella bianca viene tutta completamente riutilizzata e non finisce in discarica, e quella del granito subisce la crisi del calo di produzione.

 

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